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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

Ugl Arezzo: "Pandemia, paura e restrizioni. In provincia la povertà è alle porte"

Il sindacato lancia un grido d'allarme: "Danni economici provocati dalla politica più che dal covid. Non si può vivere con l'elemosina dello Stato, serve il lavoro"

"Ad Arezzo la povertà è alle porte". È quanto dichiarano Marco Turcheria, segretario UGL, e Federico Colizzi, responsabile del settore terziario aretino.

"La pandemia e le azioni politiche prese per combatterla - si legge in una nota - stanno distruggendo il tessuto sociale della nostra provincia e mettono a serio rischio decine di aziende, sia piccole che medie imprese, le quali oramai sono al collasso economico.

È da troppo tempo che viviamo in "emergenza" e tutto questo ha provocato un clima di paura e stallo che porta le persone a preferire rimanere in casa ed evitare ogni tipo di contatto con il mondo, a questo vanno aggiunte le tante, anzi troppe restrizioni che ogni 5 giorni vengono imposte dal governo, restrizioni che oltre ad essere di difficile applicazione e controllo, limitano molte attività e poi si ripercuotono inevitabilmente sull'economia. 

Siamo quindi di fronte ad un altro momento storico in cui il governo si deve riunire per sostenere le imprese: la cabina di regia di venerdì scorso sta mettendo infatti in circolazione nuovi "aiuti" economici per tamponare il disastro economico e finanziario in corso. È quindi abbastanza evidente che i danni economici sopra citati non li sta provocando il covid 19, ma la politica che sta rendendo la nostra provincia sempre più indirizzata al sostegno governativo e sempre meno al lavoro.

Non si può vivere e basare il futuro sulle elemosine dello Stato invece che sul lavoro, come dovrebbe essere in un Paese normale".

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