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Immagine di repertorio

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"Instabilità per il prezzo dell'oro e disagi per la rivolta contro Pechino". Orafi aretini delusi da Hong Kong

Il punto sulla fiera di Hong Kong e le variabili che rendono instabile il settore in questi mesi. Dal prezzo dell'oro tendenzialmente ancora in salita alle tensioni geopolitiche tra Hong Kong e la Cina

Sono state circa 200 le aziende aretine che sono state presenti alla fiera orafa di Hong Kong che si è svolta dal 16 al 18 settembre scorso. Un'appuntamento da sempre considerato di grande importanza, ma che quest'anno ha registrato un brusco freno. Le tensioni geopolitiche che da qualche mese agitano l'ex colonia britannica hanno avuto dei risvolti negativi anche sugli affari degli orafi del più importante distretto d'Europa, come quello di Arezzo. I buyer si sono allontanati dalla fiera di Hong Kong dove da mesi è in corso la rivolta collettiva contro Pechino.

Ad aprile in particolare è scaturito, soprattutto nelle giovani generazioni di Hong Kong, il rifiuto verso la legge di estradizione del governo ed è partito un moto di protesta che si è via via alimentato, contro il potere di Pechino espresso dal Partito Comunista cinese.

Disordini prolungati hanno interessato i famosi quartieri commerciali e le vie di comunicazione, con l'aereoporto preso di mira dai manifestanti e occupato, anche per una settimana di fila. Questo ne ha comportato la chiusura e una serie di disagi difficili da risolvere per il traffico turistico e business.

Giordana Giordini-2Così alcuni di questi disagi si sono riversati anche sugli imprenditori orafi aretini giunti comunque ad Hong Kong per la fiera della gioielleria di settembre.

"La fiera non è andata bene - conferma Giordana Giordini in rappresentanza di Federorafi di Confindustria Toscana Sud - queste variabili geopolitiche influiscono molto sul nostro settore, così come il prezzo dell'oro che è risalito ancora. Non c'è stabilita e l'andamento della fiera di Hong Kong ce lo conferma. Pochi affari con pochi buyer. A questo si sono sommati alcuni disagi legati alle proteste in atto nel paese. Alcuni imprenditori hanno visto arrivare in ritardo il proprio campionario ad esempio."

In vista dell'ultimo giorno della fiera gli organizzatori hanno anche avvisato le aziende che per possibili disagi all'aereoporto avrebbero potuto chiudere prima. Così alcuni degli aretini presenti hanno deciso di anticipare la serrata del proprio stand ad Hong Kong e si sono diretti in anticipo al check in. 

Intanto notizie diverse arrivano da chi è stato alla fiera di inizio settembre di Vicenza, dove si sono rivisti anche buyer direttamente del mercato italiano.

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