3.902 imprese di origine straniera ad Arezzo. Sono vitali e in crescita: in testa ci sono i romeni

Gli albanesi invece prevalgono nel territorio di Montevarchi. L'indagine è stata presentata in Regione oggi

Sono imprese vitali, tendenzialmente in crescita, gestite nella maggioranza dei casi da imprenditori under 35 con un livello di istruzione non eccessivamente alto. Le attività sono quelle dei settori più tradizionali, in genere non sono imprese innovative. Sono solide, con una vita media di circa 8 anni. Sono ben integrate con l'economia locale ma abbastanza ‘isolate' rispetto ad istituzioni e associazioni di categoria. Sono questi alcune delle caratteristiche che emergono dalla ricerca curata da Irpet e (nternational Centre for Southern Europe che è stata repsentata questa mattina in Regione Toscana dal titolo ‘Impresa Straniera e sfide di sviluppo in Toscana'.

L'indagine fotografa in maniera approfondita le caratteristiche principali del rapporto tra territorio e imprese straniere, mettendo in luce punti di forza e debolezza. Con l'obiettivo di proporre alcune riflessioni da utilizzare come base per iniziare un nuovo dialogo e immaginare nuovi interventi di aiuto alla formazione, di tutoraggio e sostegno alla propensione imprenditoriale.

La distribuzione geografica

Arezzo si posiziona al quinto posto in classifca per la presenza di imprese straniere con 3902 unità, pari al 7,3%.

imprese-straniere-province

Imprese immigrate in Toscana per province – numeri assoluti e quote percentuali Fonte: IDOS (2017), Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2017 – Aggiornamento Statistico, IDOS, Roma.

La nazionalità 

La frequenza per nazionalità indica in maggioranza imprese di romeni ad Arezzo e di albanesi a Montevarchi. Ma prima di tutti ci sono i cinesi a Prato, Firenze, Empoli e San Miniato; gli albanesi anche a Pistoia, Siena e Poggibonsi; i romeni anche a Massa, Carrara e Grosseto; i senegalesi a Livorno, Pisa e Pontedera, ed i marocchini a Lucca, Piombino e Carrara insieme ai romeni.

Settori produttivi

Ad Arezzo gli imprenditori di origine straniera sono concentrati maggiormente sull'industria (48,7%), seguono i servizi con il 41,9% e infine l'agricoltura con il 7,3%.

Imprese immigrate in Toscana per settori – valori % rispetto al totale delle imprese immigrate per provincia. Fonte: IDOS (2017), Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2017 – Aggiornamento Statistico, IDOS, Roma.

In Toscana emerge il ruolo fondamentale dell’impresa straniera nel mantenere non solo la base imprenditoriale, specificatamente quella industriale, manifatturiera e soprattutto artigiana. In realtà, questo effetto di ‘compensazione’ riguarda soprattutto quella che storicamente era la Toscana dei distretti, in buona parte collocata nelle aree interne. Non a caso in tutte le 5 province interne della Toscana (Pistoia, Prato, Firenze, Siena ed Arezzo) le imprese immigrate industriali superano quelle dei servizi. Nelle stesse 5 province l’incidenza delle imprese straniere supera quella media toscana (39%) ed anche la soglia del 40%. In Toscana, l’incidenza più alta di imprese straniere nella manifattura, ed in misura minore anche dell’agricoltura, offrono un ventaglio più diversificato di opzioni per gli imprenditori stranieri, su filiere i cui prodotti sono potenzialmente collocabili sui mercati esteri. 

Alla presentazione sono intervenuti l'assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, il ricercatore Irpet Simone Bertini, Enrico Di Pasquale della Fondazione Leone Moressa, ed Aferdite Shani, presidente di Icse e curatrice della ricerca.

"Uno studio molto interessante – ha detto l'assessore Ciuoffo - con tanti elementi utili per orientare scelte e politiche. Le imprese toscane gestite da cittadini stranieri si dimostrano vivaci e spesso integrate nel tessuto economico. L'aspetto che forse desta preoccupazione è la debolezza nel rapportarsi col sistema istituzionale e sociale. Come messo in evidenza dalla ricerca, il futuro richiederà una maggiore integrazione delle imprese straniere visto il loro impatto sulla crescita locale e regionale e le ricadute economiche ed occupazionali in molte aree toscane soprattutto per alcuni settori dell'artigianato. Questa potrebbe essere la sfida per il futuro per favorire il consolidamento, la strutturazione e l'evoluzione di queste realtà".

Secondo Aferdite Shani, presidente di Icse e curatrice della ricerca

 "l'imprenditoria straniera, seppure in crescita e dinamica, si mostra ancora isolata e alla faticosa ricerca verso il raggiungimento di una strutturazione interna e del pieno inserimento sul territorio. Dall'altra parte, porzioni rilevanti dell'economia regionale ottengono un contributo notevole dalle imprese straniere. Dunque, un loro migliore consolidamento diventa imperativo - non soltanto per le imprese straniere - ma per lo sviluppo del territorio nel complesso che altrimenti rischia di contare su una forza instabile.

Dati generali

In Italia le imprese straniere crescono 5 volte di più rispetto alla media complessiva e relativa a tutte le imprese (dati 2017) e questo differenziale nelle dinamiche è ormai una caratteristica abbastanza consolidata, ovviamente il riflesso del fenomeno migratorio, e che si evidenzia in modo simile anche in Toscana. La presenza straniera per il 2017 è di 408.463 residenti, il 10,9% della popolazione regionale, due punti sopra la media nazionale (8,5%). La presenza di imprenditori stranieri sul territorio toscano è documentata da almeno 50 anni e dall'inizio degli anni 2000 si registrano numeri in crescita costante. Già negli anni '90 la schiera delle imprese straniere è triplicato; successivamente, negli anni 2000, il vero e proprio boom con un aumento di oltre il 427% rispetto al decennio precedente. Dal 2010 invece la quota cresce con oltre il 34,3% in più rispetto al decennio precedente.

Per arrivare ad un quadro il più completo possibile, l'analisi confronta i dati esaminando la struttura e la gestione d'impresa, con aspetti che sono venuti fuori più chiaramente attraverso interviste dirette agli interessati (di 28 imprese e 9 associazioni e enti territoriali).
I dati sulla distribuzione territoriale mostrano la maggiore concentrazione di imprese straniere a Prato (provincia in cui è immigrato più di un residente su sei, il 17,5%), seguita da Firenze (13%), e Siena (11,2%). In questa distribuzione di presenze straniere l'impresa segue - ad ombra - la frequenza sul territorio delle varie comunità. Secondo i dati IDOS (Dossier Statistico, 2018), le imprese straniere a inizio 2017, erano 53.578, il 12.9% del totale regionale toscano, quota superiore a quella dei residenti stranieri (10,9% nel 2017). Si rileva un'impresa immigrata ogni otto residenti stranieri. Le elaborazioni evidenziano un numero ancora maggiore se si considerano in dettaglio le aziende con cariche sociali ricoperte da residenti stranieri. Sono Firenze (14.118) e Prato (9.578) ad avere in assoluto la maggiore frequenza di presenza territoriale, a seguire Pisa e l'area di Montecatini-Pistoia. Il settore delle costruzioni (10.433) &egrav e; il principale, seguito dal commercio al dettaglio (10.096) e commercio all'ingrosso (3.590). Rispetto alla dimensione, la maggiore concentrazione di addetti per imprese va nella classe da 0 fino a 1 addetto (9.407), ossia titolare con saltuariamente fino a 1 dipendente. Seguono le imprese da 1 a 3 addetti.

Nel 2017 le cariche (ovvero gli incarichi assunti all'interno di un'impresa) detenute da persone nate all'estero in attività economiche in Toscana sono oltre 62mila, di cui la stragrande maggioranza maschile (oltre 43mila pari al 68%) e circa 1/3 femminile (19mila). Quota che sale fino a 77.155, se si estende il conteggio anche alle doppie cariche sociali dei singoli individui. Il 14% delle persone con cariche in attività economiche ha una doppia carica; di queste il 59% ha cariche diverse ma nella stessa impresa e il 40% ha cariche in più di un'impresa. A novembre 2017 le cariche con a capo persone nate all'estero e che vanno a costituire imprese straniere sono 58.902. Queste comprendono anche alcune cariche societarie. Se distinguiamo solamente i titolari firmatari si hanno oltre 44.227 cariche che danno luogo ad altrettante imprese di origin e straniera.

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L'incidenza delle imprese straniere sul totale di quelle artigiane toscane tocca il 40% (dati IDOS 2017): non è azzardato ipotizzare, nel medio-lungo periodo, un eventuale sorpasso della componente artigiana straniera su quella nazionale. 

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