Economia

L'impatto del Covid sul credito alle famiglie: ad Arezzo crescono i mutui e soffrono i prestiti personali

La richiesta di mutui immobiliari è salita del 13 per cento per una media di oltre 112mila euro

Più mutui, ma meno prestiti personali. L'impatto del Covid ha influenzato anche la propensione degli aretini e degli italiani in generale a chiedere finanziamenti per i consumi e per i progetti di spesa. E mentre sale il ricorso al credito per gli immobili, cala quello per i prestiti più piccoli, spesso legati a beni di consumo.  È quanto emerge dal Barometro del Credito alle Famiglie (fonte: EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF), che  a livello nazionale rispetto all’anno precedente segnala una contrazione del -24,7% per le richieste di prestiti personali e del -13,5% per i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, a fronte di un incremento pari a +2,8% per le richieste di mutui e surroghe, con queste ultime che hanno determinato la performance positiva del comparto. Le performace aretine vanno oltre. Perché la richiesta di mutui immobiliari è salita del 13 per cento per una media di oltre 112mila euro.

Crescono i mutui, soffrono i prestiti

Per quanto riguarda la Toscana, dallo studio di Crif emerge come nell’anno appena concluso il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe abbia fatto registrare un +15,6%, il valore più alto sul territorio italiano, con aumento generalizzato in tutte le province. L’accentuazione più forte a Grosseto e Pisa, dove l’incremento è stato rispettivamente pari a +23,4% e +20,1%. A Firenze la crescita è stata del 16,6%, di poco inferiore a Lucca (+17,5%), Massa Carrara (+17,1%), mentre superiore di Siena (+14,6%), Livorno (14%), Arezzo (13,8), Pistoia (+8,3%), Prato (6,7%).

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Decisamente peggiore la performance dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.) e dei prestiti personali, che in tutte le province mostrano una pesante flessione che riflette la debolezza dei consumi, specie di beni durevoli. Nello specifico, per quanto riguarda i prestiti finalizzati, la Toscana segna un -17,9% complessivo. Nelle province di Prato e Firenze si registrano le contrazioni più accentuate, rispettivamente con -23,3% e
-21,5%, che precedono Pisa (-18,5%) e Lucca (-17,2%). Dinamica ancor più negativa per i prestiti personali, dove la regione registra un calo complessivo delle richieste del -24,9% con tutte le provincie che segnano una flessione oltre il -22%. La contrazione più accentuata si registra a Prato (-27,7%) e Arezzo (-26,6%). Nell'Aretino è in calo anche l'importo medio del finanziamento, che si assesta su 11mila 865 euro, in discesa del 6,1 per cento. 

In aumento l’importo richiesto sui mutui, in calo l’ammontare dei prestiti

Relativamente all’importo medio dei mutui richiesti, si registra un lieve aumento generalizzato. Ad Arezzo si parla di una crescita dell'1,4 per cento. Ci sono però alcune eccezioni fra cui Pisa (-5,2%) e Lucca (-2,1%). Rispetto alla rilevazione sull’anno 2019, le province di Prato e Pistoia vantano la crescita più marcata (entrambe +2,2%) che porta il valore ad assestarsi per Prato a 138.777 e per Pistoia a 120.712 euro. È però Firenze che guida la classifica regionale con oltre 147.000 euro (-0,7% rispetto al 2019 e 9° posto assoluto nel ranking nazionale), davanti a Prato, con 138.777 euro.

Infine, per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti personali richiesti, la Toscana rileva una flessione in tutte le province, con il calo più evidente a Pistoia (-9,7%). Il valore richiesto più alto si registra a Pisa, con 12.621 euro malgrado una flessione del -6,8% rispetto al 2019, che sopravanza Firenze 11.861 e Siena, con 11.770 euro. È Pistoia a mostrare l’importo più basso (11.287 euro) in flessione del -9,7% rispetto al 2019.

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