Buoni spesa, primi fondi già nelle casse dei comuni. Tanti: "Servirà l'autocertificazione del nucleo familiare"

C'è un fitto lavoro di coordinamento in corso in queste ore per arrivare a criteri comuni di gestione dei fondi che lo stato ha messo a disposizione per far fronte alle difficoltà economiche dei nuclei familiari

Lucia Tanti assessore al sociale del Comune di Arezzo

Sindaco e assessore al sociale al lavoro per organizzare il meccanismo di diffusione nel territorio dei fondi che il governo ha stanziato per i nuclei familiari che si trovano in temporanea difficoltà economica legata all'emergenza coronavirus.

"Ieri mattina c'è stata una conferenza di Anci Toscana via skype - racconta l'assessore al sociale Lucia Tanti - i sindaci si trovati per condividere i primi passi e stabilire un percorso comune. Alla base di tutto ci sarà un principio generale uniforme con il quale agire per questo il gruppo di lavoro che si è costituito sta lavorando a linee guida che saranno pronte entro poche ore, dopo che tutti avranno consegnato le proprie osservazioni."

I tempi sono serrati, anche perché un mese di emergenza è già trascorso e chi non ha lavorato ha già cominciato ad accusare le proprie difficoltà. Intanto alcune amministrazioni hanno già ricevuto nelle proprie casse l'ammontare stabilito in base alla popolazione residente.

"Entro poche ore tutti avremo la liquidità in cassa - aggiunge Tanti - e dovremo agire con grande responsabilità, consapevoli di trovarsi di fronte a una platea finora sconosciuta verso la quale, almeno in Toscana stiamo lavorando per avere criteri e ammontare di erogazioni simili, per evitare di fare differenze tra nuclei familiari che abitano a pochi chilometri di distanza."

La tabella dei contributi a tutti i comuni: ad Arezzo 525mila euro

A chi saranno erogati i buoni spesa?

"Il soggetto di riferimento è il nucleo familiare che può essere composto da una o più persone e per questo il contributo stesso sarà proporzionato all'ampiezza di questo nucleo e alle sue caratteristiche, perché è ovvio che una famiglia con la presenza di un disabile non può avere lo stesso valore di un nucleo che non ce l'ha."

Come chiedere i buoni spesa

"Anche in questo caso dovrebbe prevalere il meccanismo dell'autocertificazione, in forma snella, ma anche descrittiva della condizione del nucelo familiare, che indichi magari l'ultimo Isee, perché già la giacenza bancaria è un ottimo indicatore. Certo di questa platea non faranno parte coloro che sono già conosciuti dai nostri servizi sociale e per i quali sono già pronte le risorse per rinnovare il meccanismo dei vaucher. Ma noi dobbiamo pensare a chi guadagna se lavora e invece non ha reddito in questo periodo di serrata, quindi non ci saranno soggetti come i dipendenti pubblici, ma invece penso ai piccoli esercenti, a chi lavora a chiamata o con contratti atipici, alle guide turistiche, alle partite iva, solo per fare alcuni esempi."

L'autocertificazione dovrà essere inviata per email al Comune che provvederà a rispondere con l'erogazione o meno del buono spesa.

"Si tratta in realtà di una sorta di indennizzo che lo stato ha voluto dare a chi si è visto particolarmente danneggiato dalle chiusure di negozi e imprese e dal blocco delle attività - spiega l'assessore Tanti - dovremo essere bravi a erogare l'intera cifra subito ai nuclei familiari che rientreranno nei criteri previsti. 

Aumenta la percezione del bisogno in città

"Stanno aumentando le telefonate di chi chiede informazioni all'amministrazione, ai servizi sociali, su come poter accedere e quali sono i criteri, segno che con il passare dei giorni sale in città il bisogno di un sostegno economico per i beni di prima necessità dei quali non si può fare a meno anche nei giorni dell'isolamento" spiega l'assessore al sociale. 

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Tra qualche ora sarà tutto più chiaro e se è vero che le risorse economiche stanno già transitando dalla ragioneria centrale a quella dei comuni, c'è da sperare che l'operatività di questa misura sia compiuta in tempi brevi.

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