Versava soldi sul proprio conto postale, ma finivano nel deposito di 2 truffatori: la denuncia di una 21enne

La truffa è stata messa a segno a luglio: la ragazza aveva ricevuto un messaggio sul cellulare con un link che rimandava ad un falso sito delle Poste. Ingenuamente ha attivato il link ed è scattato il raggiro.

Versava i suoi risparmi suI proprio corrente postale tramite gli sportelli automatici Atm, ma i soldi finivano sul conto di due truffatori. E' una storia paradossale quella che una 21enne casentinese ha raccontato ai Carabinieri della Stazione di Bibbiena. I militari hanno subito dato il via alle indaginie e hanno individuato i truffatori: un 40enne ed una 57enne della provincia di Napoli, sono stati denunciati per il reato di truffa in concorso. 

La vicenda è iniziata a fine luglio 2018. E' stato allora che la giovane ha ricevuto sul proprio telefono cellulare un messaggio contenente un link riconducibile ad un sito che apparentemente apparteneva a "Poste Italiane". In realtà cliccando sul link la ragazza è stata reindirizzata ad un sito "non genuino e non riconducibile a Poste Italiane". Un sito che ha innescato il meccanismo della truffa: alla ragazza sono stati richiesti password e codici relativi al proprio conto e dati personali. La 21enne, convinta di inserire tali informazioni per usufruire di un servizio a lei utile, non ha esitato.  E da quel momento le operazioni di versamento di denaro contante effettuate dalla giovane sul proprio conto corrente postale, utilizzando gli sportelli automatici “ATM” di Poste Italiane, hanno iniziato a finire in un altro deposito riconducibile ai truffatori. Quando la vittima del raggiro si è resa conta di essere stata truffata aveva versato oltre 2mila 600 euro. Il dubbio è arrivato poco tempo dopo i primi versamenti, quando voleva utilizzare Poste Pay per pagare un viaggio. Negli stessi giorni ha visto un servizio su Striscia la Notizia che parlava di questo tipo di truffa ed è subito corsa dalle forze dell'ordine.

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Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire, attraverso numerosi passaggi informatici, ai due soggetti campani, che risultano già gravati da numeri precedenti per reati della medesima indole e con “modus operandi” simile. ALtre persone quindi sono state truffate in questo modo e l'appello all'attenzione diventa d'obbligo.
 

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