Cronaca

"Stuprata alla stazione e minacciata", ma aveva falsificato le prove con un'app. Fine incubo per lui: assolto e risarcito

Il ragazzo, all'epoca minorenne, aveva scontato 92 giorni di detenzione ingiusta. Risarcito con 18mila euro

Era finito anche in tv il caso di A.V., oggi ventenne, assolto da un'accusa infamante e adesso risarcito dallo Stato italiano: 18 mila euro di danni per via dell'arresto, della detenzione (qualche mese) e per l'ingiusto calvario patito.

Era l'estate del 2015, quando, ancora minorenne, il ragazzo residente nell'Aretino fu accusato di stalking da parte di una ragazza coetanea. Tutto inventato: la giovane aveva prodotto i finti messaggi minatori, poi inviati a se stessa, attraverso una app che simulava l'invio da parte dell'accusato.

Dopo le indagini, il ragazzo fu arrestato, passò 92 giorni in detenzione, due mesi in comunità di recupero a Perugia e un mese ai domiciliari. Nel maggio 2018 il tribunale dei minori di Firenze lo ha prosciolto dalle accuse e adesso è arrivata l'assoluzione in Appello.

Il caso era emerso lo scorso giugno, raccontato anche dalle Iene di Mediaset: la minorenne che accusava A.V., secondo la sentenza, si era inventata tutto. Minacce e violenza sessuale, da cui l'indagine scaturì. Tutto per cercare di ricevere attenzione da parte  di un ex fidanzato che l'aveva lasciata.

Migliaia di messaggi intimidatori su facebook e su whatsapp inviati a se stessa tramite una app che falsifica le schermate degli smartphone. Coinvolte undici persone, oltre al minorenne che veniva accusato anche di stupro, insieme ad un amico più grande, consumato alla stazione ferroviaria.

Tutta assolti, per A.V. la fine di un incubo e il risarcimento di 18mila euro.

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