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Da sinistra Simona, Michela ed Enrico Occhini

Da sinistra Simona, Michela ed Enrico Occhini

"Mio fratello era buono e solare. Lo porterò con me in un tatuaggio"

Oggi il funerale di Enrico Occhini a Palazzo del Pero: il 33enne è deceduto venerdì in un incidente in moto poco fuori Arezzo. Il ricordo di Michela: "Con lui e l'altra sorella Simona siamo sempre stati molto uniti"

"Era solare, buono con tutti. E anche se qualcuno gli avesse fatto del male, non riusciva a portare rancore. Mio fratello era così". Michela Occhini, commessa nel negozio di scarpe Sabot, racconta Enrico che non c'è più, dando voce al resto della sua famiglia: l'altra sorella Simona, operatrice 118, i genitori Agostina e Enzo. Enrico era il più piccolo d'età in famiglia, terzo di tre fratelli, strappato alla vita a soli 33 anni, venerdì sera, da un terribile incidente in moto alle porte di Arezzo. Oggi alle 15, a Palazzo del Pero, si celebra il suo funerale.

"Amava il pallone, giocava a calcetto con due squadre - ricorda Michela - l'Atletico Valcerfoce e il Rayo Vallecano. Aveva il fisico robusto e giocava in porta, per tutti era il Portierone". Cresciuto a Palazzo del Pero, lì aveva conservato tutte le amicizie. Anche se aveva vissuto ad Agazzi prima e da qualche tempo a Olmo, tornava sempre "al Palazzo", dove amava intrattenersi a chiacchiere con gli anziani del paese. Il giorno in cui ha perso la vita stava rientrando da una visita all'abitazione dei genitori. Aveva dato una mano al babbo a far la legna, essendo in cassa integrazione nella ditta orafa in cui era assunto.

"Era innamorato delle moto - racconta Michela -, una passione coltivata fin da piccolo. Da bambino giocava solo con i modellini di motociclette e, appena ha potuto, ha preso la patente per poter salire in sella. Ha cambiato diverse moto nella sua vita, l'ultima era una Ducati. Partiva spesso per qualche gita, era arrivato fino in Croazia in sella. Usciva con gli amici, ma anche da solo". Era appassionato di motori in generale, seguiva la Formula 1. "Il suo idolo era stato Micheal Schumacher. Quando ebbe l'incidente in sci, Enrico rimase molto colpito dalla tragedia", aggiunge Michela.

E infine il grande amore per la figlia di 2 anni. "Era al centro del suo cuore, la passione più grande".

Oggi tutta la famiglia si troverà riunita per dare l'addio a Enrico nella chiesa di San Donnino. "C'eravamo visti per un pranzo tutti assieme con i parenti pochi giorni fa. Noi fratelli - conclude - avevamo anche deciso di fare un tatuaggio: tre triangoli di forma uguale, ma diversamente colorati a seconda dell'età. Io e Simona lo faremo comunque, Enrico purtroppo non ha fatto in tempo. Ed è un dolore indescrivibile".

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