Guerrina, dopo il malore, Mirco interrogato nel pomeriggio. Padre Dallara: "Gratien? Amava stare in mezzo alla gente. Troppo" VIDEO

Importanti testimonianze hanno scandito la mattinata di udienza del processo Guerrina alla "vela" del tribunale di Arezzo. Il vicario generale della Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro, monsignor Gioacchino Dallara, ha tracciato un profilo del...

 

Importanti testimonianze hanno scandito la mattinata di udienza del processo Guerrina alla "vela" del tribunale di Arezzo. Il vicario generale della Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro, monsignor Gioacchino Dallara, ha tracciato un profilo del grande imputato, il sacerdote congolese Gratien Alabi, e Nunzia Bertone, amica di Gratien, ha parlato del comportamento del religioso prima e dopo la scomparsa di Guerrina Piscaglia, la casalinga di Ca' Raffaello, che la procura di Arezzo ipotizza essere stata uccisa da Alabi. Entrambi i testimoni sono stati chiamati dal pm Marco Dioni.

Il malore di Mirco

Ma l'apertura dell'udienza è stata segnata dal malore accusato da Mirco Alessandrini, marito di Guerrina, mentre era sottoposto a controesame da parte della difesa di Gratien. Mirco si è sentito male intorno alle 10,45, un'ora dopo l'inizio dell'udienza, mentre era incalzato dalle domande dell'avvocato Riziero Angeletti, in aula stamane assieme all'altro difensore Francesco Zacheo.

Il legale chiedeva conto a Mirco di alcune incongruenze tra le sue dichiarazioni rilasciate in passato ai carabinieri e alcune posizioni emerse successivamente. Mirco ha risposto dapprima in maniera pacata, poi è parso più insofferente. Probabilmente, complice il forte stato di agitazione, l'uomo ha avuto un malore. Il presidente della corte Silverio Tafuro ha sospeso l'udienza ed è stata chiamata un'ambulanza. L'aula è stata fatta sgomberare in attesa dell'arrivo dei soccorritori: Mirco è uscito in barella e caricato in ambulanza nel piazzale della "vela". All'interno del mezzo sono state prestate le prime cure, poi Mirco è stato sottoposto ad alcuni accertamenti. Pressione alta, il responso. Nulla di grave, tanto che lo stesso Alessandrini ha chiesto di poter concludere il controesame nel pomeriggio. Un'opzione proposta in aula, nella successiva ripresa dell'udienza, dal suo legale, Nicola Detti. Ma che l'avvocato Angeletti ha cercato di evitare, chiedendo il rinvio del controesame a nuova data, viste le condizioni del testimone. La corte si è riservata di decidere.

Invece subito dopo la pausa per il pranzo, è iniziato il contro esame.

Foto e video di Claudia Failli

Incisive le testimonianze dei due altri protagonisti della mattinata: Nunzia Bertone e padre Gioacchino Dallara.

"Traffici loschi e diamanti"

La 40enne amica di Gratien ha ripercorso le tappe del suo rapporto con il religioso. Lo aveva conosciuto a Perugia nel 2011, dove il prete si trovava temporaneamente e dove lei all'epoca viveva. Con Gratien era nato un rapporto di fiducia, la donna ha riferito che aveva trovato nel religioso un importante punto di riferimento spirituale. Ma il giudizio positivo ha iniziato ad incrinarsi dopo una telefonata di una amica: Lucia. Lei aveva detto che Gratien "aveva loschi traffici che non immagini", lasciando intuire che il riferimento era ai "diamanti", che aveva un rapporto strano con una ragazza tossicodipendente e, una volta invitato a casa sua, aveva guardato insistenetemente sua figlia, "spogliandola con gli occhi". Gratien venne poi sportato a Ca' Raffallo, dopo la scomparsa di Guerrina Nunzia e Gratien ebbero modo di parlare faccia a faccia. La donna ha dichiarato che il congolese le disse a proposito di Guerrina prima che forse si era ammazzata vista la non facile situazione familiare, poii che era scappata con un'amante. Aveva - avrebbe detto Gratien - una storia con un carabinierie di Foligno.

Padre Dallara: "Gratien amava stare in mezzo alla gente. Anche troppo"

E' stato poi il turno di padre Dallara che ha tratteggiato un profilo religioso di Gratien. Ha detto che tra padre Silvano, Faustino e Graziano non c'era molta armonia nella conduzione della parrocchia. Gratien era molto individualista. Probabilmente molti dissapori erano dovuti anche alle diverse inclinazioni dei tre sacerdoti: Faustino molto più grande anagraficamente, era più riflessivo e con un approccio spirituale alla religione, Gratien e Silvano erano più giovani e molto meno ascetici. "Amavano stare in mezzo alla gente. Anche troppo. Gratien si concedeva qualche bicchiere di birra in compagnia, nulla di male nel gesto in sé, ma bisognerebbe avere più attenzione, visto il ruolo che si ricopre".

@MattiaCialini

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