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Emergenza Covid. Terapia intensiva potenziata, il direttore: "Più posti letto ma chissà se basteranno"

Il direttore del reparto spiega quali sono le condizioni di lavoro e organizzative all'interno delle corsie dove si trovano ricoverati cittadini affetti da Covid-19. Al momento, dei 18 letti disponibili, ne sono occupati 14

 

“I posti in più che abbiamo di terapia intensiva? Non so se basteranno”. A parlare è Marco Feri, direttore del reparto all’interno dell’ospedale San Donato. In concomitanza con l’acuirsi dell’emergenza Covid-19, il nosocomio di Arezzo ha dovuto riorganizzare e potenziare alcuni tra i reparti più sensibili della propria struttura. Quello diretto da Feri è uno di questi. Qui i posti letto a disposizione di pazienti affetti da Coronavirus, sono passati da 12 a 18 e, in previsione, sarà possibile aumentarli. “Vedendo l’afflusso di pazienti che abbiamo in queste ultime settimane - spiega Marco Feri -  ho paura che dovremo espanderci ulteriormente. Ci prepariamo ad una modulare e progressiva pianificazione volta ad aprire altri spazi e reperire altro personale. La tecnologia c’è, cercheremo di mettere in piedi un sistema che vada a rispondere alle esigenze dei pazienti che stiamo trattando. Dobbiamo comprendere che chi si ammala di Covid ha necessità di un trattamento più complesso con una degenza media che si aggira attorno ai 18 giorni. La malattia ha un periodo più lungo rispetto ad altre e, altrettanto complesso, è il tempo che noi chiamiamo di svezzamento, processo che porta alle dimissioni”.

Una situazione articolata per la quale il personale della Asl Toscana sud est è al lavoro 24 ore su 24. “Non abbiamo nessuna pillola magica per trattare questi pazienti - prosegue Feri - Il Sars Cov 2 è una malattia sistemica che riguarda non solo i polmoni ma, in misura diversa, anche il cervello, reni, intestino, cuore. È per questa ragione che richiede attenzioni particolari e cure mirate”.

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