Omicidio di via della Robbia, Ferrini confessa: un fiume in piena di fronte al giudice

Il presunto assassino di Maria Aprecida Venancio de Sousa, ha deciso di parlare. Accompagnato dagli agenti della Polizia Penitenziaria, il 37enne era affiancato dal suo legale Gionata Giannini. 

E' arrivato in tribunale pochi minuti prima delle 9. Alle 9,30 è comparso di fronte al giudice per le indagini preliminari Fabio Lombardo. Il volto segnato da stanchezza a preoccupazione. Federico Ferrini, il presunto assassino di Maria Aprecida Venancio de Sousa, ha deciso di parlare. Accompagnato dagli agenti della Polizia Penitenziaria, il 37enne era affiancato dal suo legale Gionata Giannini. 

Le sue parole, le stesse pronunciate di fronte agli agenti della Squadra mobile e alla pm Chiara Pistolesi - ma in quel caso senza legale - sono adesso una vera e propria confessione. Il racconto è partito dal giorno in cui Ferrini ha conosciuto Maria, nel maggio 2016, per arrivare alla notte del 26 agosto, quando con estrema violenza si avventò con una spranga di ferro contro la 60enne, con la quale una volta aveva avuto una relazione. Ha parlato dei primi incontri, come cliente, poi del rapporto che si era instaurato, fino al ricatto che da tempo sarebbe stato portato avanti dalla donna. 

La pm Chiara Pistolesi sostiene l'ipotesi di reato di omicidio volontario. Al momento non sarebbe contestata la premeditazione. 

Alle ore 12,30 la decisione del giudice: Ferrini resterà in carcere. Niente domiciliari. Nella sua confessione inoltre sarebbero emerse delle contraddizioni che saranno al vaglio degli inquirenti. 

Ultimo aggiornamento ore 12,30

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