Omicidio di Maria, sentenza su Skype per Ferrini: lo sconto di pena grazie a rito abbreviato e confessione

Pena ridotta di un terzo grazie al rito abbreviato e condanna a 10 anni di reclusione. Concesse le attenuanti generiche. Gli ultimi tre anni saranno in libertà vigilata: le porte del carcere si potrebbero aprire tra circa sei anni e mezzo

Dieci anni di carcere. E' questa la condanna per Federico Ferrini, il 38enne che lo scorso agosto uccise a sprangate l'amica, una prostituta di origini brasiliane con la quale aveva avuto una relazione, Maria Aparecide Venancio de Sousa. 

Una pena bassa se si considera che il reato contestato era l'omicidio volontario. Una sentenza che ha lasciato una grande amarezza nei familiari della vittima.

La pm Chiara Pistolesi, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto una condanna  a 12 anni e 6 mesi (al netto dello sconto di un terzo della pena previsto con il rito abbreviato), concordando con la concessione di parte delle attenuanti generiche richieste dalla difesa.

"Sono state cioè considerate - spiega il legale di Ferrini, Gionata Giannini - sia la personalità sia il comportamento dell'imputato. Il fatto che Ferrini che abbia collaborato fin da subito con gli inquirenti, confessando di essere l'artefice del delitto già un'ora dopo il fermo, il fatto che non sia stato messo in atto nessun ostruzionismo dal punto di vista procedurale dalla difesa, la relazione del direttore del carcere che ne conferma la buona condotta, la sua lettera di scuse sono tutte elementi che hanno portato ad accogliere la richiesta delle attenuanti".

Maria, uccisa con una sbarra di ferro

Il delitto è stato considerato d'impeto, l'accusa non ha contestato la premeditazione. Secondo la Procura Ferrini aveva con sé una spranga perché, in caso Maria non gli avesse aperto, avrebbe forzato la porta. Inoltre dopo il delitto rimase a lungo nell'abitazione e non tentò di nascondersi di fronte alle telecamere. Tutti elementi che hanno portato ad escludere che vi fosse un preciso progetto da parte dell'uomo.

Ferrini ha assistito all'udienza e alla lettura del dispositivo via Skype, dal carcere San Benedetto di Arezzo. Dopo ha parlato con il suo legale: "E' provato, deve ancora riprendersi - spiega l'avvocato - ma ha trovato la forza per ringraziarmi. In carcere si dà da fare, segue corsi di ogni tipo ed è diventato il cuoco della struttura. Ma ha attraversato momenti molto bui, nei quali abbiamo temuto per la sua vita. Oggi mi ha detto che riesce a intravedere un po' di luce". 

La confessione: "Ho ucciso io Maria". Contraddizioni sul movente

Rabbia e dolore sono state espresse dai familiari della vittima, la sorella e la figlia rappresentate dal legale David Scarabicchi e l'ex marito rappresentato dal legale Alessandro Calussi. Le parti civili, in procedimenti come questo celebrati con rito abbreviato, hanno poche carte da giocare. Non possono presentare prove o chiamare a deporre testimoni. E non potranno nemmeno ricorrere in appello: solo il magistrato può farlo. 

Il giudice ha intanto disposto un risarcimento dei danni da definire in separata sede, con provvisionale di 40 mila euro per il marito  e di 20 mila per la sorella e la figlia di Maria.

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