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Morti all'Archivio di stato, al via l'udienza preliminare: 13 imputati

Dopo oltre due anni dalla tragedia sul lavoro nella quale persero la vita Piero Bruni e Filippo Bagni prende il via il procedimento di fronte al giudice per le udienze preliminari che dovrà esprimersi sull'eventuale rinvio a giudizio

Sono passati oltre due anni da quel terribile 20 settembre del 2018. Il giorno in cui Filippo Bagni e Piero Bruni, dipendenti dell'Archivio di Stato persero la vita intossicati dal gas argon fuoriuscito dall'impianto antincendio dell'edificio. Una tragedia che ha lasciato il segno nella comunità aretina, che da allora si è stretta attorno alle famiglie delle due vittime. 

Per la loro morte la pm Laura Taddei ha chiesto il rinvio a giudizio di 13 persone: Claudio Saviotti, Antonella D'Agostino, Monica Scirpa, Alessio Vannaroni, Andrea Pierdominici, Piero Santantonio, Maurizio Morelli, Simone Morelli, Conti Gianfranco, Andrea Gori, Marino Frasca, Renato Concordia, Antonio Zumbo. Sul registro degli indagati compariva anche il nome di altre sei persone: dopo gli accertamenti della Procura le loro posizioni sono state archiviate.

"Valvola montata al contrario e mancanza di sfiatatoi", i risultati della perizia

La tragedia e la ricostruzione degli inquirenti

Ma cosa accadde quel drammtico 20 settembre? Bagni e Bruni morirono in seguito ad una una serie concatenata di eventi legati al manfunzionamento dell'impianto antincendio. I due impiegati erano da poco entrati al lavoro quando si accorsero che la spia dell'impianto si era accesa e sentirono il rumore tipico di una fuoriuscita di gas. Corsero nel seminterrato e aprirono la porta dello stanzino dove era l'impianto. L'area era però satura di gas (argon e anidrite carbonica) e rimasero così senza ossigeno. Nulla, stando a quanto ricostruito durante le indagini, li avrebbe messi in allerta sul pericolo: nessuna spia che indicasse una presenza minima di ossigeno era stata installata. Allo stesso tempo una valvola montata al contrario "non era collegata a nessuna tubatura che convogliasse all'esterno del locale di stoccaggio bombole" il temibile gas, portando alla saturazione.

Rettifica

"La redazione di Arezzonotizie si scusa con l’Ing. Alessandro Gosti e con i propri lettori per aver erroneamente menzionato nella prima stesura dell’articolo il nominativo dell’Ing. Alessandro Gosti tra gli imputati del processo, mentre quest’ultimo è risultato estraneo a responsabilità rispetto alla triste vicenda sottesa all’indagine penale".

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