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Martina, i genitori: "Speriamo che la giustizia corra più veloce della prescrizione". Appello bis per gli aretini

La commozione dei genitori e la lunga, difficile, giornata di ieri. Il legale: "La giustizia ha dato una bella prova di sé"

"E' un passo verso la giustizia". Bruno Rossi e Franca Murialdo, i genitori di Martina Rossi, hanno commentato così la sentenza della Cassazione che ha annullato le assoluzioni dei due imputati Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi e disposto un nuovo processo d'Appello.

"Abbiamo fatto un primo pezzo di strada, ora speriamo di fare anche l'altro - hanno dichiarato i genitori all'agenzia Adn Kronos -. Speriamo di correre veloci evitando ostacoli come la prescrizione affinchè si riescano ad affermare le responsabilita' per la morte di nostra figlia".

La commozione trapela dalla voce dei due genitori che fin dall'inizio del processo hanno seguito ogni udienza e hanno ascoltato ogni sentenza. Quella di ieri è stata una giornata lunga e difficile. L'udienza e poi una lunga camera di consiglio. Il verdetto è arrivato pochi minuti prima delle 21. "Ho visto un cancelliere che mi ha sorriso con gli occhi e ho capito"; ha raccontato Bruno Rossi. "Avevo perso la fiducia nella giustizia, ma dopo che ho visto con quale attenzione è stato seguito il caso in Corte Suprema, questa fiducia l'ho riacquistata". 

Il commento dei legali

"E' una grande gioia - ha commentato l'avvocato Luca Fanfani che assiste la famiglia di Martina - anzitutto per i genitori, ma anche per la giustizia che con questa sentenza ha dato una gran bella prova di sé. C'è il rischio prescrizione, ma come abbiamo sempre fatto cercheremo di andare fino in fondo. " 

I supremi giudici hanno dunque accolto le richieste del procuratore generale Domenico Seccia e i ricorsi del procuratore della Corte d'Appello fiorentina e delle parti civili. Al centro della requisitoria il "travisamento" di alcune prove, come quella "del balcone". Secondo la tesi di Seccia gli indizi avrebbero mostrato che Martina abbia tentato di scavalcare da un lato quel balcone, e non si sia lanciata dal centro come invece hanno sempre sostenuto le difese. Parte di una piastrella sul lato del balcone - come avrebbe mostrato un'immagine riportata in un servizio della trasmissione Chi l'ha visto? - sarebbe stata trovata divelta e questo indicherebbe che Martina stava tentando di scavalcare da quel lato. Messa in dubbio poi anche la testimonianza oculare di Francisca Puga: secondo Secci la donna sarebbe stata in realtà troppo lontana per vedere bene da dove Martina sia precipitata. Per il procuratore inoltre la motivazione dell'assoluzione era considerata "contraddittoria".

"A questo punto occorre uno sforzo finale per riuscire a fare quel che non è facile per ricelebrare almeno l'appello prima della prescrizione - Ha detto all'Adnkronos l'avvocato Stefano Savi, anche lui legale della famiglia Rossi - Se si prescrive la tentata violenza sessuale si prescrive tutto, il termine è agosto circa più le sospensioni".

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