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"Frasi fasciste e insulti razzisti alla riunione della scuola", preside aretino denuncia incursione di hacker

Cristiano Rossi, ex maestro della primaria di Giovi e oggi preside in Veneto racconta il violento episodio avvenuto durante una riunione alla quale partecipavano 200 famiglie. "Ho sporto denuncia, non si tratta di una goliardata, ma di un fenomeno preoccupante"

"Martedì ho avuto la spiacevole esperienza di dover gestire un meet con 200 genitori ed aver subito la violenta incursione di una ventina di vandali che hanno tempestato la riunione con insulti fascisti, razzisti, omofobi". A raccontare questo ennesimo episodio di incursione nazifascista in un incontro online è Cristiano Rossi, aretino, ex maestro della scuola di Giovi e oggi preside dell'istituto comprensivo "Rezzare di Carrè" a Vicenza.

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Rossi aveva convocato la riunione sulla piattaforma di Google usata da tantissime scuole italiane per illustrare alle famiglie dei bambini delle scuole primarie le nuove pagelle. Dopo circa 45 minuti però è iniziata l'incursione. Un po' come è accaduto nel caso del giornalista Marco Botti, anche nella riunione convocata da Rossi è partita la sequela di insulti, che questa volta non hanno risparmiato nemmeno i bambini. 

"Bestemmie e frasi razziste, che inneggiavano al fascismo, hanno iniziato a susseguirsi - racconta - tutto con la colonna sonora di Faccetta Nera. Io mi sono subito scusato con le numerose famiglie collegate. Poi ho cercato di allontanare questi personaggi, ma loro rientravano di continuo. Ad un certo punto sono stati proiettati anche filmati a luci rosse. E' stato un evento di violenza inaudita. Per tutelare le famiglie ho chiesto che uscissero tutti dalla chat. Solo una cinquantina di persone sono rimaste collegate per capire cosa stava accadendo e per poi testimoniare la vicenda". 

Infatti sull'episodio il preside aretino ha deciso di non lasciar correre. L'indomani, dopo aver trascorso ore a raccogliere gli indirizzi ip degli hacker, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Thiene. Poi ha reso pubblico quanto accaduto con un post su Facebook:

Denuncerò questo grave episodio che, purtroppo, è anche frutto dello sdoganamento che molti, anche personaggi politici con ruoli importanti, hanno fatto rispetto al fascismo.
Non si può ricondurre a fatto goliardico un’ideologia che ha portato alle derive che conosciamo e che, oggi, sta prendendo il sopravvento tra i giovani che si sentono autorizzati ad esprimere idee razziste e antisemite. Come educatori dobbiamo arginare questa deriva.

Non solo, Rossi ha messo a disposizione delle famiglie loro malgrado testimoni di questa forma di violenza, lo psicologo della scuola: perché in quei minuti molti erano collegati online dalle proprie abitazioni e anche i bambini hanno assistito all'incursione. 

Nei giorni scorsi tre sindaci dei Comuni che fanno riferimento all'Istituto comprensivo, hanno scritto ai Carabinieri per esprimere solidarietà e per chiedere che sia fatta chiarezza su questo fatto. 

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