Ladri di antiquariato assaltano case in Casentino: oggetti rubati messi in vendita su Facebook

I Carabinieri hanno scoperto la refurtiva sul profilo Facebook di una donna fiorentina, che è stata denunciata

Avevano messo a segno i loro colpi nell'arco di 7 giorni, proprio all'inizio del lockdown. I ladri, professionisti del settore e con obiettivi ben precisi, avevano preso di mira tre abitazioni che si trovano in due località isolate del Comune di Pratovecchio Stia, facendo incetta di preziosi oggetti d’antiquariato. I furti sono avvenuti tutti in un breve lasso di tempo, verosimilmente tra il 7 e il 14 marzo: un elemento questo, insieme alla tipologia di oggetti rubati, che ha indotto gli investigatori della Compagnia dei Carabinieri di Bibbiena a ritenere che dietro ai colpi vi fosse una mano comune.

Così i militari dell’aliquota operativa insieme ai colleghi della stazione di Pratovecchio Stia, hanno “setacciato” vecchie conoscenze dell’Arma e hanno coinvolto il reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri, il Comando Tutela Patrimonio Culturali. I militari, estendendo le indagini sui social, si sono poi imbattuti sul profilo Facebook di una donna che aveva messo in vendita vari pezzi d’antiquariato e “d’arte” sul proprio marketplace. E' stato infatti all’interno della specifica sezione di compravendita del social network che sono stati riconosciuti in alcuni oggetti menzionati nelle denunce dei furti casentinesi.

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L’attività investigativa dell’Arma ha consentito, in breve tempo, di attribuire quel "vanity name" utilizzato su Facebook ad una persona reale. Si tratta di una donna italiana che vive a Firenze e che già nel passato era stata coinvolta in indagini specifiche. La Procura della Repubblica di Firenze ha quindi delegato ai Carabinieri di Bibbiena una perquisizione a casa della donna. Nell'abitazione, oltre a parte della refurtiva proveniente dalle abitazioni dell'Aretino, sono stati trovati numerosi pezzi di antiquariato, opere pittoriche, oggetti sacri e libri.

"Con i colleghi del Comando Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Firenze - spiegano i Carabinieri - è stata operata una stima complessiva dei reperti, che si aggira intorno ai 5mila euro".

Saranno proprio i detective dell’arte con i Carabinieri della Compagnia di Bibbiena ad accertare la provenienza illecita dei beni e ad allargare, eventualmente, le indagini ad un contesto più ampio che riguarda i furti in abitazione, per la prevenzione dei quali, anche in questo periodo emergenziale, la Compagnia di Bibbiena schiera un nutrito dispositivo di pronto intervento h24, nonché eventuali giri legati alla commercializzazione illecita di opere d’arte, antiquariato e oggettistica sacra.

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Numerosi i paramenti sacri, tra cui dalmatiche da diacono e stole recanti timbri di ordini religiosi/diocesi, in relazione ai quali sono in corso accertamenti specifici. Allo stesso modo vasi sacri tra cui patene e calici, tovaglie d’altare, coprileggii di buona fattura, veli da tabernacolo. Tra i testi uno sparto di musica sacra per organo del 1800, una vita di Gesù Cristo e Santi del teologo spagnolo vissuto tra il 1500 e il 1660, Alonso Villegas Selvago di Toledo, un volume su Santa Maria Madalena dei Pazzi di fine 1600 e una collana completa del noto librettista, drammaturgo e presbitero italiano Pietro Metastasio, realizzata nei primi anni del 1800. Sono stati inoltre rinvenuti quattro pregevoli raffigurazioni di scorci di Parigi, a firma del noto pittore e paesaggista crepuscolare italiano Michele Michel Cascella, autore di una copiosa opera grafica, comprendente litografie, cromolitografie, serigrafie e acqueforti.

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