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Frode fiscale sulla ricerca scientifica, tra le fatture dubbie per 66 milioni anche quelle inviate ad Arezzo. Azienda di cloud nel mirino della finanza

Il titolare è uno dei 200 indagati. La maxi operazione è partita dalla procura di Padova

Tra i duecento indagati con l'accusa di frode fiscale attraverso detrazioni per la ricerca scientifica ce n'è uno aretino: il titolare di un'azienda che si occupa di cloud. Un'azienda importante nel panorama italiano, la quale aveva ricevuto fatture (alcune migliaia di euro, dei circa 66milioni fatturati complessivamente nell'ambito della frode) da Eidon Lab, ente accreditato dal Miur, che è al centro delle indagini della Guardia di Finanza di Padova. 

Le fiamme gialle in questi giorni hanno eseguito perquisizioni in oltre 250 aziende in tutto il territorio nazionale. Una di queste è stata eseguita proprio ad Arezzo. Durante l'accertamento sarebbero emerse le fatture che legano l'azienda aretina a quella padovana. Si tratterebbe di documenti relativi a servizi di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, per un valore di ben 66 milioni. Fatture che, stando a quanto sostenuto dalle fiamme gialle, permettevano all'azienda aretina di vantare nei confronti dell'Erario crediti d'imposta inesistenti. 

Ma come è nata l'indagine e come era strutturata la frode? 

"L'operazione - spiega in una nota la Guardia di Finanza di Padova - è frutto di una complessa azione investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica patavina e condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Padova attraverso numerose attività d’indagine protrattasi nell’arco di due anni, che ha consentito di individuare un'associazione per delinquere, composta dagli amministratori e dal consulente di un network di società padovane, finalizzata alla illecita fruizione di agevolazioni fiscali riconosciute dallo Stato a fronte di investimenti in ricerca scientifica".

Il modus operandi della frode

Le agevolazioni fiscali delle quale parla la Guardia di Finanza consistono in un credito d’imposta (originariamente nella misura del 90%, poi ridotta al 50% a partire dal 2015) a favore di società che avessero sostenuto costi o finanziato progetti di ricerca in Università ovvero in Enti pubblici di ricerca. La norma considera però quali “soggetti finanziabili” anche i cosiddetti “Organismi di Ricerca”, cioè quei soggetti che svolgono, senza scopo di lucro, attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale, diffondendone i risultati mediante l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie. Eidon Lab era considerato proprio un Organismo di ricerca. 

"I molteplici elementi probatori raccolti nel corso delle indagini di polizia giudiziaria - hanno spiegato le fiamme gialle in conferenza stampa -hanno consentito di accertare che la società capogruppo, spendendo la propria qualifica di “Organismo di Ricerca” accreditato, tradendo la ratio della normativa nonché interpretando un ruolo meramente strumentale, abbia fatto ottenere ai propri committenti, attraverso la falsa fatturazione di servizi di ricerca e sviluppo, il diritto di vantare nei confronti dell’Erario crediti d’imposta non spettanti, in alcuni casi oggetto di compensazioni con altri tributi, per un importo attualmente quantificato in oltre 45 milioni di Euro".

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