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Foto d'archivio: il sindaco Alessandro Ghinelli e il prefetto Anna Palombi

Foto d'archivio: il sindaco Alessandro Ghinelli e il prefetto Anna Palombi

Lotta al degrado, dalle ordinanze anti alcol al "daspo del sindaco": ecco le richieste della Prefettura al Comune

Dopo il blitz al Pionta da parte della Polizia, dopo gli arresti eseguiti nel quartiere di Saione dai Carabinieri, di fronte al grande impegno svolto dagli agenti della Polizia Locale, adesso il Prefetto Anna Palombi a nome del Comitato sicurezza chiede un passo in più Comune di Arezzo

E' stato ribattezzato "daspo del sindaco". E' una misura di allontamento che può essere richiesta dai primi cittadini: lo aveva previsto la legge Minniti ed è presente anche nel decreto Salvini. Ed è proprio la misura della quale ieri il Comitato di sicurezza provinciale ha fatto riferimento affrontando il tema del degrado cittadino. 

Dopo il blitz al Pionta da parte della Polizia, dopo gli arresti eseguiti nel quartiere di Saione dai Carabinieri, di fronte al grande impegno svolto dagli agenti della Polizia Locale, adesso il Prefetto Anna Palombi chiede un passo in più Comune di Arezzo. 
"Ci sono provvedimenti che devono essere presi, l'amminsitrazione comunale deve contribuire per la riqualificazione", ha sottolineato il Prefetto. In realtà con l'amministrazione comunale il dialogo sarebbe costante e proficuo. Ma dopo che un intero quartiere è stato passato al setaccio dalle forze dell'ordine e liberato dall'incubo dello spaccio, resta urgente un intervento delle istituzioni affinché non ripiombi nel degrado. E tale intervento deve essere a 360 gradi, ha sottolineato il Comitato. "I cittadini devono vedere che l'amministrazione comunale esiste: con riqualificazione, con interventi nel sociale e con interventi repressivi, perché il sindaco lo può fare".

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Si tratta di un potere che è stato conferito ai primi cittadini con la legge sulla sicurezza urbana del 2017 (la numero 48 del 18 aprile) che ha permesso una modifica al Testo unico delle leggi sugli ordinamenti degli enti locali. Tale legge prevede che che il sindaco possa adottare ordinanze urgenti “qualora vi sia urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”.

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Per quanto riguarda la somministrazione di bevande alcoliche, l'amminstrazione da tempo ha emanato una ordinanza che regola gli orari. Un giro di vite che risale a circa due anni fa e che vede in prima linea anche gli agenti della Polizia Locale che vigilano sul rispetto delle prescrizioni. 

Poi c'è l'allontanamento: è una musura temporanea che il sindaco può emanare e con una richiesta al questore si può trasformare in un daspo urbano: un allontanamento cioè dal territorio per un periodo che può andare dai 6 mesi ai 2 anni. Quello che in altri termini è stato definito il "daspo del sindaco". 

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