Cronaca

Caso Martina Rossi, la difesa schiera i consulenti: periti e luminari in aula

Dalla difesa di Vanneschi anche la richiesta di ascoltare in video conferenza l'unica testimone oculare della tragedia.

La battaglia in aula adesso si sposta sul fronte delle consulenze. Nella nuova udienza per il processo per la morte di Martina Rossi, periti e consulenti tecnici schierati dalla difesa questa mattina sfileranno di fronte al collegio giudicante presieduto da Angela Avila. Si tratta di estimonanze chiave per  le difese dei due giovani aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di morte in conseguenza di altro reato, ovvero un tentativo di violenza sessuale.

Per Vanneschi, difeso da Stefano Buricchi, ci saranno il professor Ernesto D'Aloja ordinario dell'università di Cagliari e presidente dei genetisti forensi italiani che ha preso parte alle indagini sul delitto di via Poma e di quello della contessa Filo della Torre all'Olgiata. L'ingegner Rosario Carbè sarà sentito sulle dinamiche della caduta, poi la psichiatra Tiziana Attala, il tecnico del suono Luca Begliomini che parlerà delle intercettazioni ambientali, e il medico legale Maurizio Bellucci, sulla compatibilità delle ferite riportate da Martina.

Per la difesa di Albertoni, affidata al legale Tiberio Baronioltre agli ultimi testi sulla lista (tra loro le due amiche che per ultime condivisero l'appartamento con Martina), anche l'investigatore privato Carlo Nencioli, il dottor D'Arco. 

Argomento centrale dell'udienza sarà poi la richiesta già inoltrata da Buricchi di poter ascoltare in video conferenza l'unica testimone oculare della tragedia: l' allora cameriera Francisca Puga, che raccontò agli inquirenti spagnoli e italiani di aver visto Martina precipitare. La donna si è dichiarata disponibile tra il 12 e il 30 novembre. Il tempo a disposizione, visto quello che si era reso necessario per la medesima tipologia di deposizione per i testi danesi, dovrebbe essere sufficiente e dato che al momento la donna sarebbe l'unica testimone oculare sarebbe un'opportunita da cogliere per non far slittare ancora in procedimento in attesa dei tempi necessari per le rogatorie internazionali. Una decisione questa che molto probabilmente verrà presa questa mattina.

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