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Uccise la figlioletta, nuova perizia psichiatrica sulla pericolosità sociale

Il gip ha affidato l'incarico a Marchi. Adesso il 39enne si trova in una Rems di Montelupo Fiorentino

Dopo dieci mesi ha capito che la sua bambina non c'è più. Pur non ricordando di averla colpita e uccisa, sarebbe cosciente di quanto avvenuto nella mansarda della villetta di Levane dove lo scorso 21 aprile avvenne la tragedia. Adesso per Billal Miah ci ensarà un'altra perizia. Il gip Fabio Lombardo ha infatti conferito l'incarico allo psichiatra Massimo Marchi per un ulteriore accertamento sulla pericolosità sociale dell'uomo e per stabilire se al momento del fatto fosse stato capace di intendere e di volere, ma anche se attulamente sia  in grado di andare a processo. Se le condizioni dell'uomo fossero mutate e le cure ricevute avessero avuto i loro effetti, il 39enne originario del Bangladesh potrebbe essere trasferito nuovamente dalla Rems di Montelupo Fiorentino ad un carcere.

La tragedia

Il terribile delitto avvenne lo scorso 21 aprile, in pieno lockdown. Quel giorno l'uomo rimase in casa con i suoi due bambini mentre la moglie uscì per fare la spesa. Il  39enne sarebbe stato già in una situazione psicologica molto complessa: aveva trascorso una notte insonne e agli inquirenti raccontò confusamente di aver sentito delle voci in testa.  Poi l'esplosione di violenza: prima aggredì il figlio maggiore, colpendolo alla testa con il coltello artigianale tipico della cucina bengalese. Poi, quando il ragazzinofuggì per chiedere aiuto e cercare di mettersi in salvo, si accanì sulla figlia, di soli 4 anni. Le ha inferto colpi fatali al collo e al mento e per la piccola non c'è stato più nulla da fare.  A quel punto tentò di togliersi la vita gettandosi in un pozzo.  A chiamare aiuto furtono i vicini, che aiutarono il ragazzino in fuga.

Billal  fu arrestato e accusato di omicidio volontario aggravato dal grado di parentela e dalla minorata difesa per la morte della figlia, e di tentato omicidio per l'aggressione al figlio.

Assistito dal legale Nicola Detti, dopo alcuni giorni a Sollicciano fu ricoverato in ospedale psichiatrico per un crollo nervoso. In seguito, ritenuto socialmente pericoloso, fu destinato ad una Rems. Adesso la nuova perizia per capire se, di fatto, si ancora pericoloso e se possa sostenere un processo.

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