Assolto dopo aver ucciso il padre, Giacomo: "Spero di reinserirmi nella società". Affidato ad una Rems, ma non ci sono posti

Ha chiesto al suo avvocato di aiutarlo a trovare un libro di psichiatria, per capire cosa è accaduto nella sua testa quella drammatica notte. Giacomo Ciriello, il ragazzo che ha ucciso il padre sparandogli alcune fucilate, in uno “scompenso...

 

Ha chiesto al suo avvocato di aiutarlo a trovare un libro di psichiatria, per capire cosa è accaduto nella sua testa quella drammatica notte. Giacomo Ciriello, il ragazzo che ha ucciso il padre sparandogli alcune fucilate, in uno “scompenso psicotico delirante”, sta piano piano prendendo coscienza del delitto che ha commesso. Ieri il Gup Giampiero Borraccia lo ha assolto in quanto incapace di intendere e volere al momento del fatto. Ma dovrà trascorrere un periodo - 10 anni - in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, più conosciuta con l'acronimo di Rems.

La misura è stata richiesta anche dalla Pm Laura Taddei, ma il trasferimento non è così facile. Le Rems sono nate in seguito alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari per garantire alle persone con malattie di mentali l’esecuzione della misura di sicurezza e l’attivazione di percorsi terapeutico-riabilitativi. In Italia le strutture di questo tipo sono solo 28 e i posti disponibili, secondo i dati più recenti sarebbero 624.

Stando ad alcune indiscrezioni, prima di essere inserito in una Rems, il 19enne potrebbe attendere oltre un anno. Dove? "Il giudice - spiega l'avvocato di Ciriello, Stefano Del Corto - lo ha autorizzato a rimanere nella casa famiglia dove si trova e dove dovrà iniziare il suo percorso. Si tratta di programmi che saranno verificati periodicamente e potranno anche essere rivisti. Saranno tanti step successivi". Nella Rems infatti, oltre ad essere curato, dovrà seguire un programma preciso e degli specialisti ne valuteranno i miglioramenti.

In caso non si liberassero posti in tempi relativamente brevi, il legale ha già individuato una struttura di secondo grado dove il giovane potrebbe seguire le sue terapie: si tratta della comunità "I Prati" di Abbadia San Salvadore. Ma ci vorrà tempo ancora per capire cosa accadrà.

"Sono emozionato dall'esito di questa udienza, credo che d'ora in poi portò compiere un percorso con il quale riacquistare serenità ed essere riammesso nella società", ha commentato Giacomo dopo l'udienza. Accompagnato dalla madre, mostra una grande fragilità, che denota quanto lungo ancora sia il percorso che deve intraprendere.

Intanto per capire meglio sé stesso ha chiesto un libro di psichiatria. Spera di trovare risposte tra quelle pagine. Risposte che probabilmente troverà solo quando avrà imparato a leggere dentro di sé.

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