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"Aiutateci a salvare Birba e Olivia, da tre mesi sotto sequestro"

GLi animali vivevano con la gattina morta per Lyssavirus, ma non hanno mai mostrato sintomi. Adesso i proprietari hanno allestito spazi per far proseguire la quarantena a casa, ma le loro richieste sono inascoltate

"Birba e Olivia sono ingiustamente imprigionate da quasi 3 mesi. In gabbia anche i tre cuccioli della micia". Con queste parole inizia l'appello della proprietaria degli animali sotto sequestro dopo il caso di Lyssavirus di questa estate. Gli animali, che convivevano con la gattina morta a causa del virus, sono dal 29 giugno rispettivamente al canile di Arezzo e al gattile di Firenze: lontani da casa, rinchiusi. 

"Aiutateci a riportarli a casa - ha scritto in un appello su Facebook Elisabetta - . Birba è una cagnolina di dieci anni, arrivata a casa nostra quando era una cucciola di appena tre mesi. Da allora non ci siamo mai separati da lei.
Olivia è una giovane gattina raccolta in condizioni disperate un anno fa e salvata da morte certa. È un po’ timorosa, ma comunque affettuosa e a metà giugno ha dato alla luce tre cucciolini meravigliosi".

Nessuno di loro, assicura la proprietaria, è stato morso dalla gattina malata, né in questi tre mesi avrebbe manifestato alcuno dei sintomi riconducibili al virus.

"Le nostre ripetute richieste al Comune di Arezzo e alla Asl Toscana sud-est purtroppo sono cadute nel vuoto e a niente sono servite le garanzie che abbiamo fornito, affinché Birba, Olivia e i cucciolini, tristemente cresciuti dentro una gabbia, potessero completare la quarantena a casa, in condizioni di isolamento, al pari degli altri cani - Kira, Otto, Tritolo e Lumumba - già restituiti".

La famiglia infatti ha preparato da tempo degli spazi appositi per far continuare la quarantena dei propri amici a quattro zampe a casa. Le immagini di tali aree sono state allegate alle richieste. Ma ancora nulla. 

Dopo quasi 3 mesi trascorsi nel canile di Arezzo e nel gattile di Firenze, senza alcuna possibilità di uscire neppure per qualche minuto dai box dove sono stati rinchiusi, non possiamo fare altro che denunciare l’ingiustizia che stanno subendo i nostri animali, che resteranno profondamente segnati da questa esperienza di reclusione e di lontananza dal loro ambiente e dai loro affetti.
È proprio vero che “gli animali sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali di altri”.
Aiutateci a riportarli a casa.

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