Venerdì, 24 Settembre 2021
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Il Papa prega sulla tomba di Don Milani...

Non si può dire che la diplomazia sia la caratteristica principale di Papa Francesco. Naturalmente per qualcuno questo è un pregio, per altri un difetto, anche all'interno della stessa comunità cattolica. Tuttavia il segno anche in questo caso...

Non si può dire che la diplomazia sia la caratteristica principale di Papa Francesco. Naturalmente per qualcuno questo è un pregio, per altri un difetto, anche all'interno della stessa comunità cattolica.

Tuttavia il segno anche in questo caso è chiaro: la Chiesa sta con gli ultimi e considera la scuola alla base di tutto.

Don Milani su questi due pilastri ha basato la sua esistenza adulta e Papa Bergoglio (per chi conosce la sua azione anche prima di essere eletto) percorre gli stessi sentieri su di un piano diverso, meno locale; ma ugualmente come testimonianza.

Francesco va a Barbiana e prega sulla tomba di Don Milani. Fino a qualche anno fa era impensabile che un Papa potesse fare un gesto simile, tanto era stata messa da parte la missione di don Lorenzo.

Quello che più preme sottolineare del messaggio di Bergoglio (e di don Milani) in questa occasione, è la centralità del ruolo della scuola nella società. Negli ultimi decenni la scuola è via via stata come spinta di lato, considerata ingombrante, incapace di formare forza lavoro qualificata e per questo quindi poco utile alla società.

Abbiamo assistito al progressivo impoverimento del ruolo degli insegnanti, considerati con sempre meno rispetto sia dai genitori che (conseguentemente) dagli studenti. Al di là delle leggi dal nome suadente (la buona scuola) stiamo in realtà dequalificando il ruolo dell'insegnamento e questo nonostante che le prove di qualità dei nostri laureati di qualche anno fa arrivino a bizzeffe, sopratutto dall'estero (quando se ne vanno e sono apprezzatissimi in USA o in Germania, in Inghilterra o in Cina...), ma anche dai ricercatori che rimangono nella terra d'origine, dove ottengono risultati tra i migliori al mondo.

La scuola deve essere al centro dell'azione politico amministrativa e non per fingere di migliorarla peggiorandola (tra l'altro risparmiando quanto possibile), ma rendendole quel ruolo che aveva e sta pian piano perdendo. La scuola è ormai una mucca da mungere per un'Italia povera, ma servirebbe riorganizzarla e rilanciarla, investirci soldi ed energie, perché il livello culturale dalle nostre parti sta pericolosamente scendendo. E la qualità della nostra politica lo denuncia gravemente.

Se non restituiremo centralità alla scuola (con la qualità dei docenti e l'organizzazione) siamo destinati ad avvitarci allo stesso modo di un aereo che precipita.

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