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Caos Isa, due giorni di sciopero dei commercialisti. Grazzini: “La misura è colma"

Grazzini lancia un appello alle associazioni di categoria degli operatori economici affinché intervengano in difesa dei propri associati

Il presidente Giovanni Grazzini

I commercialisti italiani hanno indetto lo sciopero nazionale per lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre. Oltre a questo vi sarà lo stop di 8 giorni per le udienze tributarie. Una decisione presa all’unanimità dalle sigle sindacali di categoria, che incroceranno le braccia per richiamare l'attenzione sul disagio in cui la categoria è costretta a lavorare, con particolare riferimento agli ISA, indici sintetici di affidabilità fiscale, le cui incertezze nella definizione di regole e norme, sono l’ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno per l’estenuante maratona sulla fatturazione elettronica. Circolari emanate in agosto e settembre a pochi giorni dalla scadenza dei versamenti, norme ancora tutte da interpretare, calcoli da rifare più e più volte: entro fine settembre i commercialisti italiani sono chiamati ad accompagnare imprese e titolari di partita iva ai versamenti al fisco ma gli ostacoli ed i ritardi posti dall'introduzione degli ISA sono davvero impegnativi.

Quattro, in particolare, le richieste espresse dalla categoria che dovranno essere affrontate con la massima urgenza: la disapplicazione, o l'applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018; la sistematica consultazione della categoria nella formulazione di norme; una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del Contribuente che deve diventare norma di rango costituzionale.

Sulla questione interviene il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Arezzo, Giovanni Grazzini:

Come Ordine prendiamo atto della decisione sindacale: si tratta di un segnale estremo e tangibile, per un malessere che incide ormai da troppo tempo, non solo sui professionisti, ma anche sugli operatori economici". In particolare con gli ISA, per i quali si devono scaricare dati e rielaborarli quando essi sono già in possesso della P.A., secondo tempistiche che non rispettano i vincoli normativi imposti dallo Statuto del Contribuente né quelli della correttezza istituzionale – sottolinea Grazzini -  ed ancora per i continui aggiornamenti a istruzioni e software, quest’ultimo modificato fino a pochi giorni prima della scadenza del termine, tutte cose che hanno messo i professionisti, compresi i colleghi aretini, in grave difficoltà”.

Grazzini lancia un appello alle associazioni di categoria degli operatori economici affinché intervengano in difesa dei propri associati:

“E’ necessario, a mio parere, che anche le associazioni di categoria facciano la loro parte. Non è una polemica, ma un appello accorato affinché si possa fare massa critica nei confronti della politica e dell’Agenzia delle Entrate. Gli imprenditori ed i professionisti devono avere consapevolezza dei tempi e dei costi degli Isa, che elaborano le loro “pagelle fiscali” in senso retroattivo, dichiarando arbitrariamente “buoni e cattivi” in quanto attribuiscono a tavolino voti da 1 a 10 secondo algoritmi incomprensibili, con limiti evidenti messi in luce anche dai “Garanti dei Contribuenti” presenti a livello regionale. Lo sciopero, indetto dai sindacati, è per dire che i commercialisti vogliono pagare e far pagare il dovuto ma sono stanchi di essere sudditi inascoltati del sistema fiscale”

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