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Una città che invecchia e dove non ci si orienta bene. Ghinelli: "Così renderemo Arezzo più attrattiva"

Rendere Arezzo una città più attrattiva. Il punto su cui fonda la revisione degli strumenti di pianificazione territoriale è proprio questo. Migliorare, riqualificare Arezzo. E' stata approvata questa mattina dalla giunta comunale la pratica...

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Rendere Arezzo una città più attrattiva.

Il punto su cui fonda la revisione degli strumenti di pianificazione territoriale è proprio questo. Migliorare, riqualificare Arezzo. E' stata approvata questa mattina dalla giunta comunale la pratica di avvio di redazione di piano operativo e piano strutturale. Degli strumenti di importanza basilare per lo sviluppo cittadino e che consentiranno di rivedere il perimetro urbanizzato e renderlo, in primo luogo, migliore e più interessante per turisti, aziende e ovviamente residenti.

Piano Strutturale e Piano Operativo Comunale. Sono i due strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica previsti dalla legge regionale 65/2014. E la giunta ha dato avvio al procedimento che dovrà portare, al termine di un percorso molto articolato e complesso, alla formazione della variante al Piano Strutturale e alla contestuale formazione del primo Piano Operativo Comunale.

Ma quali sono gli obiettivi del piano strutturale?

Per rispondere a questa domanda, stando alle parole dei progettisti che hanno ricevuto in carico la revisione, si deve partire da un'attenta analisi cittadina.

Essenzialmente le caratteristiche di Arezzo sono tre: un città con caratteristiche insediative piuttosto frastagliate, una città difficilmente leggibile dal punto di vista dell'orientamento viario e infine, una città che sta invecchiando e che vede un tasso di crescita demografica naturale pari a zero. L'aggiornamento del Piano Strutturale e la contestuale formazione del primo Piano Operativo, da portare avanti parallelamente in ragione del rapporto di diretta consequenzialità e reciproca integrazione, sono stati affidati lo scorso marzo a un gruppo di lavoro, vincitore di uno specifico bando di gara, con a capo l'architetto Sergio Dinale dello studio D:RH Architetti associati. Il gruppo di lavoro, composito e multidisciplinare, con urbanisti, architetti, geologi, esperti in mobilità e infrastrutture, paesaggisti, ingegneri ed esperti di diritto amministrativo, ha in questi mesi predisposto tutta la documentazione necessaria per dare avvio al procedimento di formazione del variante al Piano Strutturale e del Nuovo Piano Operativo conformemente a quanto previsto dalla legge regionale. "Su questi elementi - ha spiega l'architetto Sergio Dinale - abbiamo basato il nostro studio in modo da fornire un valido strumento con il quale consentire lo sviluppo della città. Siamo di fronte ad una realtà che non cresce in termini naturali (rapporto nati/morti) e che mantiene statica la popolazione grazie al saldo sociale con cittadini stranieri. La crescita e lo sviluppo pertanto sono una risposta politica a questo contesto sociale. Inoltre, Arezzo è un capoluogo che, come molti altri contesti italiani, sta invecchiando e che quindi nei prossimi anni sarà abitata per lo più da anziani. Abbiamo una città sottosviluppata dal punto di vista urbanistico ed edilizio. Il patrimonio edilizio non viene utilizzato nelle sue massime potenzialità. Per queste ragioni l'obiettivo primario deve essere sì quello di rispettare le caratteristiche insediative ma, allo stesso tempo superare un carattere di forte frammetarietà dei luoghi e dei progetti e mirare non tanto all'espansione ma bensì alla riqualificazione e ricucitura degli spazi. Proponiamo una prima ipotesi di perimetro urbanizzato e per delinearlo siamo partiti da alcune considerazioni preliminari: la prima, già accennata, è quello della decrescita della popolazione. La seconda è che la città sta invecchiando. La terza è che è sottoutilizzata, urbanisticamente e da un punto di vista edilizio. Poi, se ne individuano a volte con difficoltà i confini, specie verso sud, e occorre di conseguenza rispettare la condizione insediativa originale e superare le visioni frammentarie che in passato sono prevalse. Un altro punto da cui siamo partiti, infine, è stato che è una città in cui è difficile individuare un punto certo di orientamento: renderla leggibile significa renderla anche più sicura". "Suoi tempi di realizzazione ed entrata in vigore di questi nuovi strumenti di pianificazione urbanistica - spiega l'assessore Marco Sacchetti - ci siamo dati delle scadenze ben precise e molto serrate perché vorremmo rendere il tutto operativo prima della fine del nostro mandato. Entro i primi del 2019 porteremo gli elaborati progettuali in adozione, poi ovviamente ci sarà del ricevimento delle osservazioni e infine provvederemo all'approvazione definitiva.Parliamo per la prima volta nella nostra storia di un'urbanistica in riduzione e non in espansione, in termini di consumo di suolo. Questa impostazione consentirà di sviluppare politiche di riqualificazione e rigenerazione del tessuto urbano nonché di salvaguardia del territorio rurale. Tutto ciò è da una parte in congruenza con i dettami della legge urbanistica regionale ma dell'altra ce lo suggeriscono i numeri derivanti dall'analisi demografica: Arezzo tende infatti a decrescere come numero di abitanti per cui non si ravvedono per il prossimo futuro necessità di consumo di nuovo suolo fuori dal perimetro del territorio urbanizzato per la residenza considerato anche il tasso di inutilizzo del patrimonio immobiliare esistente. Questo piano vorrebbe invertire il trend, rendendo Arezzo più attraente sia come luogo in cui vivere ma anche investire. Continueremo a confrontarci con la città nelle successive fasi di elaborazione dei nuovi strumenti di pianificazione partendo comunque da un punto fermo ovvero quanto sino a oggi elaborato". Tra le varie proposte il gruppo di progettazione ha delineato una prima definizione di perimetro del territorio urbanizzato e sarà all'interno di quest'ultimo che andranno a insistere le principali previsioni di sviluppo urbanistico della città. I tempi previsti dell'iter di entrambi gli strumenti urbanistici sono i seguenti: adozione da parte Consiglio Comunale a maggio 2019 ed entro l'anno o entro i primissimi mesi del 2020 approvazione definitiva sempre del Consiglio Comunale. "Piano strutturale e piano urbanistico - spiega il sindaco Alessandro Ghinelli - saranno gli strumenti attraverso i quali renderemo la nostra città più attrattiva sia per i turisti che per le aziende. Per quest'ultime sarà interessante vedere come gli spazi esistenti potranno trovare una diversa destinazione d'uso e ospitare nuove attività produttive. Vedremo di dare seguito alla possibilità di codificare gli utilizzi degli spazi della città. I ringraziamenti da fare sono vari: all'assessore Marco Sacchetti, al gruppo di lavoro che ha redatto in tempi brevi gli elaborati, all'ingegnere Alessandro Farnè e a Omero Angeli del servizio pianificazione del Comune di Arezzo, elemento di indispensabile continuità. Viene da domandarsi, quando si parla di una città bella come Arezzo, già ricca di risorse, cosa può essere fatto di ulteriore? Rispondo: correttivi limitati e significativi. È la filosofia dei piani che stiamo elaborando: Arezzo necessita di poche indicazioni senza cadere nella cosiddetta sindrome da ipercomando, quella che prende ai primi atterraggi coloro che stanno acquisendo il brevetto da pilota aeronautico e che toccano in continuazione i comandi dell'aereo. Temi portanti: recupero dell'esistente, pianificazione territoriale come motore di innovazione e Arezzo città attrattiva da un punto di vista abitativo, imprenditoriale, turistico".

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