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"La Madonna del Parto va spostata", sentenza del tar per il capolavoro di Piero della Francesca. E Monterchi insorge

Il Tar della Toscana non ha accolto il ricorso del Comune della Valtiberina: l'affresco dovrà tornare nella collocazione originale. Anche se quella chiesa in tre secoli è stata distrutta e ricostruita due volte e oggi è circondata da un cimitero

La Madonna del Parto non dovrebbe più restare nella sua attuale collocazione. E' quanto ha stabilito il Tar della Toscana con una sentenza che sta già scatenando polemiche. E' stato infatti rigettato il ricorso dell'amministrazione comunale che chiedeva di sospendere un provvedimento del Ministero secondo il quale l'affresco doveva essere riportato nel luogo d'origine.

Il capolavoro di Piero della Francesca attualmente si trova nella ex scuola elementare di via della Reglia, in un piccolo museo a lei dedicato. E' stata collocata lì nel 1992 dopo una lunga battaglia giuridica, che vide tra i protagonisti Comune, diocesi e Ministero dei beni culturali. Una battaglia che sembra però non essere ancora conclusa (l'amministrazione comunale potrebbe infatti a questo punto rivolgersi al Consiglio di Stato).  Secondo il tribunale amministrativo regionale infatti, l'affresco dovrebbe essere spostato. Dove? Nel luogo che fu indicato molti anni fa da Ministero e Soprintendenza, ovvero la chiesa di Santa Maria Momentana. E qui scattano le polemiche: perché - sostengono i detrattori - quella chiesa, che in origine ospitava l'opera, è stata demolita e ricostruita per due volte in tre secoli. Quindi, in caso di spostamento, l'affresco tornerebbe sì nell'area originale, ma in quel luogo della struttura dove fu dipinta non resta traccia. 

museo madonna parto via reglia-2

La vicenda giuridica

La Madonna del Parto fu affrescata nella chiesa di Santa Maria Momentana alla metà del XV secolo.  Era un luogo di culto di campagna che sorgeva nella collina di fronte a Monterchi.  L'edificio però, come ricorda anche il Tar nella sua sentenza, fu demolito "nel 1785 dalla comunità di Monterchi per costruirvi un cimitero e da allora l'affresco è rimasto in una cappella situata dentro al cimitero, attualmente in proprietà del Comune". Non solo. Quella cappella venne demolita e ricostruita nel 1956: nulla dell'originale sarebbe rimasto. Quella che c'è oggi è una piccola chiesa che, come sottolinea il sindaco di Monterchi Alfredo Romanelli: "Non riuscirebbe ad ospitare i turisti". 

La battaglia legale sulla collocazione dell'affresco si innescò in seguito al restauro conservativo eseguito nel 1992, in occasione del 500esimo anniversario della morte di Piero della Francesca. L'opera fu spostata per permettere il delicato intervento e da allora rimase in via della Reglia. A quel punto iniziarono una serie di procedimenti legali.  Da un lato la ci fu la diocesi che ne reclamava la proprietà: in questo caso si arrivò ad un accordo che prevedeva di trasferire l'opera nell'ex monastero delle Benedettine. Sarebbero stati però necessari importanti e costosi interventi di ristrutturazione dell'ex monastero e la creazione di un nuovo Oratorio della Madonna del Parto. Nulla è stato fatto e l'affresco è rimasto nelle ex scuole.

cappella santa maria momentana-2

Dall'altro lato si aprì un il contenzioso con il ministero che perorava lo spostamento. Nel dicembre del 2015 il comune di Monterchi fece ricorso nei confronti di due provvedimenti del Ministero dei beni culturali: uno stabiliva l'"inscindibilità dell'affresco con la cappella di Santa Maria Momentana", considerata sede originaria, l'altro invece stabiliva che Comune e Diocesi dovessero essere qualificati entrambi come "detentori", a seguito della dichiarazione di interesse culturale avviata da una specifica commissione, incaricata dal Ministero. Ieri è arrivata la sentenza per quel procedimento: il tar rigetta il ricorso contro l'ipotesi di inscindibilità dell'opera con la cappella. Ma non si esprime sulla proprietà, che il Comune da sempre rivendica. 

Il commento del sindaco

Oggi la decisione che ha colpito la comunità monterchiese. "Forse quello che abbiamo realizzato non sarà il migliore dei musei possibili ma ha una sua dignità - dice il sindaco Alfredo Romanelli - Abbiamo fatto investimenti e oggi, museo e affresco sono un tutt' uno a cui la comunità è fortemente legata". E poi c'è l'apetto economico: il museo in paese genera un indotto importante per la realtà che lo ospita. Perché i turisti arrivano nel caratteristico borgo arroccato in collina fa tutto il mondo proprio per visitare il capolavoro pierfrancescano.

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