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"Una manciata di centesimi per il nostro latte", i pastori sardi dell'Aretino in protesta

Soltanto ieri sera si è concluso un tavolo di confronto dal quale è arrivata la proposta di alzare il prezzo del latte a 72 centesimi al litro

Si sono dati appuntamento nel piazzale di fronte al centro commerciale Setteponti. Campanacci, bandiere con i quattro mori e gli immancabili bidoni di acciaio.

Qui hanno messo in scena la loro personalissima protesta versando a terra del latte.

Sono i pastori di Arezzo, orginari della Sardegna, a scendere in piazza per dare il proprio supporto alla causa rigurdante il prezzo del latte ovino. Al loro fianco anche altri produttori provenienti da tutta la provincia e da Perugia.

"La nostra intenzione - spiegano i pastori dell'Aretino - è quella di manifestare contro il flagello dei prezzi troppo bassi. Una problematica che rischia di mettere in ginocchio l'intero comparto a beneficio di importatori esteri. Gli alti costi di mantenimento del gregge rendono i 60 centesimi al litro pagati dai caseifici non solo insufficienti a coprire le spese ma, di fatto, offendono il sacrificio e il lavoro che viene svolto durante tutto l'anno da chi ha scelto di fare il pastore. In questi giorni sono state fatte trattative. Ma nessuna di esse ha avuto l'esito positivo che attendevamo. Per questa ragione gli scioperi continueranno ad oltranza".

Soltanto ieri sera si è concluso un tavolo di confronto dal quale è arrivata la proposta di alzare il prezzo del latte a 72 centesimi al litro. L'impegno sarebbe poi quello, da qui ad un anno, di portare la cifra ad 1 euro più Iva. 

"Le preoccupazioni principali - hanno sottolineato ancora i pastori aretini - riguardano il fatto che in Italia sta continuando ad entrare latte proveniente da nazioni estere. Il prezzo di questo prodotto è molto più contenuto visto che i produttori non sono affatto tenuti a rispettare le nostre stesse normative. Di fatto il prodotto che arriva è, economicamente, più performate, più competitivo. Questo rende sicuramente vita più facile a chi alleva ovini da latte fuori dai confini della nostra nazione.". 

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