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L'impianto di San Zeno sarà ampliato: progetto da 37 milioni e 40 assunzioni. Ghinelli: "Ma servirà un'altra discarica"

La giunta regionale ha approvato il progetto relativo all'ingrandimento. Aisa Impianti: "Non ci saranno maggiori emissioni, né aumenti di tariffe"

 

La giunta regionale ha approvato il progetto di riqualificazione dell'impianto di recupero integrale di San Zeno. Entusiasti i vertici di Aisa Impianti e il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Dietro c'è un investimento da 37 milioni di euro che porterà 40 nuovi posti di lavoro e l'aumento dell'autonomia nel processo di trattamento dei rifiuti. "Questi interventi - sostengono da Aisa Impianti - non comporteranno maggiori emissioni perchè verranno aumentati i sistemi di filtrazione con il potenziamento dei sistemi di pulizia dei gas di combustione della linea di recupero energetico, l'impatto ambientale sarà ancora più basso rispetto a quello attuale. Infine, altro dato signficativo, questo investimento non impatterrà in alcun modo nella tariffa dei cittadini considerando che verrà pagato attraverso il finanziamento bancario e attraverso l'economia interna".

I lavori termineranno in tre anni. Il primo intervento verrà effettuato sul compostaggio, poi contemporaneamente verranno realizzati il biodigestore, la fabbrica di materia e il potenziamento del termovalorizzatore.

"Grazie alla Regione Toscana, al presidente Rossi, all'assessore Fratoni e a tutti gli uffici regionali che hanno lavorato all'istruzione di questa pratica. Questa operazione è di grande rilevanza da più punti di vista. Quello prioritario rispetto agli altri è che rappresenta il completamento di un impianto di recupero integrale come quello di San Zeno che si doterà, alla conclusione dei lavori, di una nuova linea ben più potente di quella attuale che tratterà l'organico in maniera sistematica e con produzione di bio gas", le parole di soddisfazione del sindaco Ghinelli.

"Abbandoniamo totalmente la logica del mero incenerimento dei rifiuti. Noi spostiamo l'asse su una centrale di recupero a tutto tondo, dove la parte di recupero del riciclaggio di materia assume due terzi mentre la parte finale - quella del recupero energetico relativo al forno - rimane ad un terzo: in questo momento stiamo facendo veramente un passo verso la terza via dei rifiuti, che garantirà a questa provincia, a questa zona e all'Italia centrale di avere un'impiantistica d'eccellenza a livello nazionale", commenta il presidente di Aisa Impianti, Giacomo Cherici.

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No rifiuti extra provincia 

Il presidente di Aisa Giacomo Cherici è stato categorico su questo tema: "Il progetto è incetrato sul fatto che la linea di incenerimento recupero energetico verrà utilizzata in maniera sussidiaria, ovvero per tutti gli scarti che altrimenti dovrebbero essere caricati e portati altrove a incenerire in impianti lontano. Per questo motivo è stabilito il limite di 2mila tonnellate l'anno di rifiuti provenienti da fuori impianto".

Nuova discarica, Ghinelli: "Podera Rota verso l'esaurimento"

Secondo il sindaco Alessandro Ghinelli nel territorio aretino servirebbe una nuova discarica: "Noi abbiamo la discarica di Podere Rota che sta andando verso l'esaurimento, quindi dovremmo seriamente porci il tema di dare a questa parte di territorio una nuova discarica. L'ampliamento di Podere Rota? Possibile, ma non è questo il momento per parlarne. Un tema comunque si pone, ed è quello di utilizzare una discarica a supporto del sistema di termovalorrizazione di San Zeno".

La nota di Aisa Impianti

In data odierna Aisa Impianti è venuta a conoscenza che ieri, 3 agosto 2020, la Regione Toscana ha dato via libera alla realizzazione del progetto di potenziamento dell’impianto di recupero integrale dei rifiuti di San Zeno. Nella nuova configurazione l’Impianto di San Zeno sarà in grado di dare risposta all’intero fabbisogno di riciclaggio della Provincia di Arezzo. Infatti il progetto prevede:

- potenziamento del compostaggio che prevede di poter recuperare altre 35mila tonnellate annue di frazione organica da raccolta differenziata oltre le attuali 23mila tonnellate;

- realizzazione di un digestore anaerobico per l’estrazione di biometano dalle nuove 35mila tonnellate annue di frazione organica da raccolta differenziata. In un anno verrà estratto un volume di biometano pari a circa 100mila rifornimenti di un’utilitaria;

- realizzazione di una “fabbrica di materia” per rendere recuperabili le frazioni secche da raccolta differenziata (carta vetro, plastica, lattine), paria a circa 35mila tonnellate annue, attualmente trasportate in impianti extraprovinciali;

- efficientamento della linea di recupero energetico per poter produrre più energia e recuperare termicamente un massimo di 75mila tonnellate annue di scarti provenienti dagli altri reparti del medesimo polo tecnologico (selezione, compostaggio, fabbrica di materia), a fronte delle attuali 45mila tonnellate annue.

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