"Ci chiamavano eroi, oggi non c’è un piano post Covid. Rischio caos per i pronto soccorso", l'allarme degli infermieri

Cullurà (Nursind): "Ferie e straordinari accumulati già dallo scorso autunno, personale sotto organico e infermieri costretti a coprire le falle. Atteggiamento irrispettoso da parte dell’azienda"

“Ferie e permessi accumulati già dallo scorso autunno, infermieri e operatori sociosanitari chiamati a coprire le falle di un organico carente da anni, mentre gli inserimenti derivanti da nuove assunzioni e mobilità vanno a rilento: l’Asl Toscana Sud Est dimostra un atteggiamento irrispettoso nei confronti del proprio personale, già provato da duri mesi di emergenza sanitaria”. E’ quanto denuncia Claudio Cullurà, responsabile territoriale per il Nursind, sindacato autonomo degli infermieri.

“Ci chiamavano eroi – dichiara – oggi non c’è un piano per gestire il post Covid. I presidi sanitari rischiano di andare in tilt. In particolare l’ospedale San Donato di Arezzo e quello di Nottola in Valdichiana suscitano preoccupazione. Già a settembre si registravano pesanti bilanci dal punto di vista di ferie e ore di straordinario non recuperato dal personale infermieristico, poi è scoppiata la pandemia, che ha messo in stand by qualunque richiesta da questo punto di vista. Ma oggi è improponibile l’idea di affrontare il periodo estivo senza un piano per le sostituzioni”.

Secondo Nursind, gli inserimenti derivanti dallo scorrimento della graduatoria, così come dalla mobilità tra aziende regionali procedono lentamentee non possono sopperire alla lacuna prodotta dal mancato rinnovo dei contratti interinali avvenuto alla fine di maggio, non appena la pandemia ha cominciato a rallentare.

“Serve un piano per dare fiato ai professionisti che hanno combattuto la battaglia del Covid19, facendo recuperare loro ferie e permessi accumulati prima, durante e dopo l’emergenza sanitaria”.

“I pronto soccorso sono in estrema difficoltà – sottolinea il segretario Nursind – il personale in organico non riesce a gestire neanche l’ordinario: mantenere lo standard di qualità in queste condizioni è estremamente difficile. I turni di lavoro sono diventati insostenibili e sono riprese le lunghe attese da parte degli utenti. A questo si aggiunge una possibile chiusura della tenda pre-triage fuori dai presidi ospedalieri, che comporterebbe un’ulteriore riduzione dello schema di servizio. Ad ulteriore beffa, ancora non vi è alcuna certezza che il bonus regionale possa venire erogato ai dipendenti nelle buste paga di luglio”.

“Non c’è un piano di sostituzioni, l’Azienda non ha previsto niente: un atteggiamento illogico, irrispettoso e poco serio. A dimostrazione di ciò basti pensare che i piani dei turni vengono pubblicati il 29 o 30 del mese, perché i coordinatori non sanno come affrontare il mese successivo. Un’azienda seria dovrebbe essere in grado di pianificare sul medio-lungo periodo: pretendiamo che l’Asl Toscana Sud Est dimostri di essere all’altezza dei cittadini che ne fanno parte, come pazienti e come professionisti”.  

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