"Ripartiamo ma in bicicletta". Le proposte di Fiab per la fase 2 e per una mobilità più green

Una dichiarazione di intenti chiara e un appello accorato che prevede anche un dettagliato elenco di richieste rivolte direttamente all'amministrazione comunale

La ripartenza? Meglio se in sella alla bici. Ad esserne convinti sono i portavoce aretini di Fiab, Federazioni italiana ambiente e bicicletta, che presentano ufficialmente il loro manifesto in vista dell'avvio della fase 2.

"Tutti abbiamo compreso che dobbiamo ridurre l'inquinamento perché, come noto, causa di malattie - sottolineano i membri del gruppo aretino - I traporti pubblici saranno fortemente ridimensionati a causa delle disposizioni volte al contenimento della diffusione del virus. A Milano, ad esempio, verranno a mancare circa un milione di posti su mezzi pubblici al giorno e verranno realizzati 35 chilometri di ciclabili. Abbiamo constatato quali danni causa la sedentarietà e viceversa quanto sia benefico il movimento. Dovremo per molti mesi mantenere il distanziamento sociale, per questo ed altri motivi, tocca allo Stato ed agli amministratori il compito di darci nuove possibilità, ma ognuno di noi può cambiare le proprie abitudini. Facciamo il salto di qualità e scegliamo il mezzo che permetta di essere più sicuri dai contagi. Una scelta che porterà meno traffico, meno inquinamento, più socialità e salute e più sicurezza sulle strade, a scuola, al lavoro e agli acquisti in bici".

Una dichiarazione di intenti chiara e un appello accorato che prevede anche un dettagliato elenco di richieste rivolte direttamente all'amministrazione comunale.

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"Chiediamo - proseguono da Fiab - piste ciclabili e percorsi pedonali, anche con la sola segnaletica, strade riservate alle bici (come fanno già in molte grandi città), strade scolastiche, doppio senso per bici nelle strade a senso unico. Chiediamo di potenziare l’arrivo al lavoro in bici e le intermodalità bici-trasporto locale, di allargare e far rispettare le zone 30 in tutte le strade interne della città, di attivare orari differenziati per le attività economiche e gli uffici, e per i sistemi di consegna a domicilio, di privilegiare ed incentivare quelli su bicicletta, cargo-bike e mini-van elettrici, maggiori servizi di bike sharing, ma con un accesso semplificato e infine, incentivi e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva  come alternativa all'uso dell'auto privata e complementare al trasporto pubblico".

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