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VIDEO | Genova piange Stella, Carlos e le altre vittime del Ponte Morandi

La commemorazione cinque anni dopo il crollo del ponte Morandi. Il monito di Egle Possetti, comitato Parenti Vittime Ponte Morandi: "Dopo i proclami sta scivolando tutto nella nebbia"

La cerimonia ufficiale, il grido delle sirene del porto, il suono delle campane, le rose gettate da ponte su Bisagno e il dolore, indelebile, di chi oggi si è fermato per rendere omaggio alle vittime del crollo del ponte Morandi. Genova ha reso omaggio così a quelle 43 vite che il 14 agosto 2018 morirono in quella tragedia per la quale è in corso un articolato processo iniziato il 7 luglio 2022.

Tra i morti ci sono anche due aretini Stella Boccia e Carlos TrujilloLa coppia, originaria di Arezzo, aveva deciso di trascorrere insieme le vacanze. Alle 11.36 di cinque anni fa stavano attraversando il ponte Morandi con l'auto quando il viadotto è crollato sotto di loro. Come riporta GenovaToday.it, la commemorazione è iniziata poco prima delle 11, nella Radura della Memoria: prima Jacopo Bellussi, primo ballerino di Hamburg Ballet, si è esibito su un pezzo di Cromosuoni Vocalensemble guidati da Maya Forgione, con una coreografia di Kristina Paulin, creata appositamente per la commemorazione di quest’anno. Poi, dopo il messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha parlato l'Imam di Genova Salah Hussein e poi l'arcivescovo di Genova Marco Tasca. Prima dell'inizio è arrivato anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leader della Lega. Alle 11,36 - ora del crollo - il minuto di silenzio con il suono delle campane, delle sirene dei soccorritori e delle navi in porto.

La cerimonia di commemorazione

Possetti: "Dopo i proclami sta scivolando tutto nella nebbia"

"Cinque anni da quel maledetto giorno - ha detto Egle Possetti, portavoce del comitato Parenti Vittime Ponte Morandi - in cui abbiamo imparato a essere pazienti, in cui abbiamo lottato contro l'oblio, e in cui abbiamo ascoltato con il nostro cuore i fatti nudi e crudi che hanno portato tutto questo in tribunale. Dopo il frastuono, le urla, le sirene, le lacrime e i proclami poco a poco tutto sta scivolando nella nebbia, il sistema si sta riprendendo il suo spazio come sa fare molto bene. La nostra percezione è che quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi non riesca a incidere sulla società. Quello che sta emergendo non influenza la pubblica opinione, troppo presa dai suoi problemi personali. Dopo la marea di controlli post tragedia pare che tutto si stia placando. Di recente un preoccupante evento in una galleria ha evidenziato quanto la prevenzione incendi sia ancora lontana. Il sistema è ancora fragile. La magistratura in altre vicende si è espressa con giudizi preoccupanti: non è accettabile che strutture fatiscenti siano giudicate correttamente manutenute. Questo dice che la nostra tragedia non ha insegnato quasi nulla. La chiusura amministrativa di questa vicenda resta una pugnalata gravissima che non potremo mai dimenticare. Tanta approssimazione e incompetenza sono emerse nel processo: tra i testimoni, molte persone conoscevano le problematiche di questo ponte e hanno taciuto, non hanno avuto il minimo senso civico di parlare. Per gli imputati attendiamo il verdetto finale. I nostri familiari non potranno più vedere questo mondo con gli occhi umani e questo è un grande peso sul nostro cuore: è faticoso vivere così ma loro sono sempre nei nostri pensieri, il disegno di legge che certifichi che sono state vittime dell'incuria umana lo aspettiamo da cinque anni. Sta nascendo il memoriale che dovrà essere luogo di memoria e di costruzione di un nuovo futuro".

Commemorazione crollo ponte Morandi 2023 - Foto Annissa Defilippi GenovaToday 11

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