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Venerdì, 12 Agosto 2022

"Quei balconi che perdono pezzi e il degrado tra i palazzi", viaggio in via Montale

Il racconto dei condomini degli edifici residenziali pubblici: "Vorremmo sistemazioni più dignitose".

E' un racconto corale quello che arriva da via Montale. Si alza dal cortile dei palazzi di edilizia residenziale pubblica sui quali i segni del tempo appaiono impietosi e dove chi ci vive non si arrende all'immagine di degrado che ha sotto agli occhi. Gli oblò, che furono un avveniristico simbolo di quegli immobili della moderna zona Tortaia, sono in gran parte danneggiati. I balconi, in metallo e cemento, in alcuni casi sono stati già ricostruiti, in altri sembrano "mangiati" dalla ruggine e dagli eventi atmosferici. Così come la ruggine sta pian piano divorando le panchine dei giardinetti. 

"C'è chi vive qui da molti anni come me e la mia famiglia - racconta Enrico Ramalli, che con la moglie e in figlio con bisogni speciali, abita uno degli appartamenti - chi da meno tempo, ma tutti vorremmo che questi palazzi, all'esterno e all'interno, fossero dignitosi. Putroppo invece non lo sono sempre". 

Viaggio in via Montale

Ed ecco chi lamenta umidità all'interno delle stanze, chi invece sottolinea la pericolosità di alcuni pezzi di pavimentazione volati giù da balconi che sono stati rifatti negli ultimi anni. "Mi è capitato alcuni mesi fa - racconta Ramalli - un pezzo si è staccato ed è finito poco lontano da dove mi trovavo io. Ho pensato di averla scampata: se mi avesse colpito poteva essere davvero pericoloso. Dopo quel fatto abbiamo avvisato Arezzo Casa: inizialmente aveva messo una transenna, ma ancora stiamo aspettando che vengano fatti i lavori".

Sono gli stessi inquilini a "guidare" il viaggio tra gli androni e i giardini dei palazzi, dove l'erba è tagliata, ma le radici degli alberi iniziano a sollevare le mattonelle del camminamento: "Il vialetto è sconnesso - raccontano - e rischia di essere pericoloso. L'erba viene tagliata, ma nessuno si occupa di pulire. Allora - racconta una signora - io e un vicino abbiamo iniziato a svuotare i cestini e a raccogliere lo sporco. Abbiamo anche comprato il bastone con la pinza in cima per raccogliere quello che troviamo fuori dai cestini". Negli androni "gli sportelli dei contatori appaiono difettosi, non si chiudono più", poi mostrano alcuni lampadari rotti e gli armadietti degli estintori sono danneggiati.

L'immagine simbolo resta quella degli oblò, "dei quali non è molto chiaro il senso" dicono, e che creano spesso problemi.  Quando si rompono sono difficili da riparare: "Sono infissi, ma noi cerchiamo di tenerli sempre chiusi, per evitare che si danneggino". 

La replica di Arezzo Casa

"Quegli oblò - replica Lorenzo Roggi presidente di Arezzo Casa - hanno un costo enorme. Perché? Chi ha progettato il complesso residenziale ha scelto un prodotto coperto da copyright. Ogni oblò ci costava 1500 euro. Uso il passato perché ho chiesto ai nostri uffici tecnici di progettarne un modello da adattare alle esigenze di quegli edifici e da far produrre nell'Aretino: ci siamo riusciti. Adesso spendiamo meno di un terzo rispetto a prima e quando si danneggiano li possiamo sostituire. Per quanto riguarda i balconi, vorrei ricordare che stiamo investendo molti soldi sul loro rifacimento: è un progetto che riguarda Tortaia, via Montale e via Alfieri e prevede anche il rifacimento della tinteggiatura esterna. Molti sono stati già risistemati e non presentano più problemi. Mentre per la pulizia dei giardini, putroppo non possiamo fare molto, perché non siamo noi ad occuparcene. Infine gli estintori: abbiamo ricevuto molte segnalazioni e di volta in volta provvediamo a comunicarlo all'azienda che fa manutenzione, ma i tempi sono lunghi".  E annuncia la disponibilità a incontrare i cittadini.

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