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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Affitti brevi, in arrivo un giro di vite. Lancini: "Per salvaguardare chi lavora e il centro storico di Arezzo"

Confartigianato prende posizione a favore delle restrizioni che sono contenute in una bozza di legge per limitare l'uso di appartamenti privati a fini turistici

Arezzo città sempre più a vocazione turistica? Allora ci sono aspetti da tenere in considerazione. Confartigianato sta portando avanti una battaglia specifica per contrastare il fenomeno dilagante degli affitti brevi soprattutto nei centri storici e prevalentemente gestiti attraverso delle piattaforme digitali.

In fase di elaborazione la nuova bozza del disegno di legge sugli affitti brevi che tiene in considerazione alcune conseguenze che l'associazione di categoria sottolinea come la fuga dal centro storico, le attività artigiane che si trovano costrette a chiudere a causa di una gentrificazione sempre più elevata, cioé quella trasformazione di una zona popolare in abitativa di pregio, con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni.

“Tutto questo succede nelle grandi città a vocazione turistica, ma oggi il fenomeno sta coinvolgendo anche il nostro territorio, con conseguenze presenti e future da tenere sotto controllo”, sottolinea Barbara Lancini presidente di Confartigianato turismo Arezzo.

Per questo motivo tra il Ministero del turismo e Confartigianato Cluster Turismo è in corso un dialogo per correggere il fenomeno che fa concorrenza diretta a chi fa accoglienza in maniera imprenditoriale.

Il codice con il numero di posti letto

“La nuova bozza del disegno di legge sugli affitti brevi, prevede delle importanti novità: a tutti gli appartamenti affittati ad uso turistico e anche alle strutture alberghiere ed extra alberghiere, sarà assegnato un codice identificativo nazionale (Cin) che dovrà contenere l'indicazione del numero di posti letto disponibili. Sarà obbligatorio esporre il Cin all'ingresso dell'unità immobiliare e indicarlo in ogni annuncio”, spiega Lancini.

Il limite al numero di pernottamenti

Altre novità introdotte anche grazie al contributo di Confartigianato Cluster Turismo, sono legate al numero di notti durante le quali si potrà soggiornare all'interno degli immobili ad uso abitativo locati per finalità turistiche.

“Il soggiorno non potrà essere inferiori a due notti – aggiunge Lancini – ed inoltre, il numero di appartamenti dello stesso proprietario che possono essere dati in locazione breve viene ridotto. In questo modo – spiega – il regime fiscale delle locazioni con cedolare secca, potrà essere applicato solo a chi affitta fino a 2 case, oltre le 2, il proprietario diventa imprenditore e dovrà rispettare la relativa disciplina”.

Sanzioni e restrizioni

Un giro di vite che interessa anche il territorio aretino, sempre più a vocazione turistica e che pone delle regole per favorire la corretta concorrenza. “Secondo quanto recita la bozza – aggiunge Lancini – vengono innalzate le sanzioni con multe fino a 5mila euro per chi affitterà una casa per una sola notte e fino a 8mila euro a chi concede in locazione un immobile a uso abitativo per finalità turistiche privo di Cin”.

In discussione anche un'altra istanza avanzata da Confartigianato riguardante la possibilità di introdurre nel testo anche poteri specifici da attribuire ai sindaci per limitare anche temporaneamente gli affitti turistici in determinate zone della città a particolare valore storico e concentrazione del fenomeno. “Si tratta di misure necessari a salvaguardare un ecosistema urbano e tipico del nostro territorio fatto di botteghe artigiane e piccole attività imprenditoriale che senza residenti, sarebbero costrette ad abbassare le saracinesche”, conclude Lancini.

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