Addio allo zoo di Cavriglia, rimane il vecchio orso venuto dall'Urss. Il parco si trasforma

Sarà smantellato lo zoo di Cavriglia, rimarrà soltanto Bruno, l'anziano orso giunto dall'Urss. La notizia è di questi giorni: l'addio alle gabbie nell'area verde valdarnese era molto atteso dalle associazione di animalisti. Unica deroga quella al...

Orso-cavriglia

Sarà smantellato lo zoo di Cavriglia, rimarrà soltanto Bruno, l'anziano orso giunto dall'Urss. La notizia è di questi giorni: l'addio alle gabbie nell'area verde valdarnese era molto atteso dalle associazione di animalisti. Unica deroga quella al recinto del grosso orso siberiano che ha ormai raggiunto la veneranda età (per uno della sua specie) di quasi 40 anni. Spostarlo da dove si trova attualmente, controllato costantemente da veterinari, sarebbe molto pericoloso, date le sue precarie condizioni di salute. Mentre gli altri animali dello zoo saranno accompagnati dai volontari della lega antivivisezionista (Leal) in aree verdi più ampie, idonee ad accoglierli: ci sono pony, lama, struzzi, scimmie, bisonti. Alcuni sono già partiti, altri lo faranno a breve. Ma gli spostamenti sono piuttosto onerosi.

Nel novembre 2014 l'area verde di Cavriglia divenne oggetto di una campagna social da parte degli animalisti che chiedevano l'abbattimento delle sbarre degli ospiti. In particolare, fecero il giro del web alcune foto dell'orso siberiano in gabbia. Ma il Comune di Cavriglia all'epoca rispose:

L’orso è presente nel Parco dagli anni '70. Venne donato dalla comunità di Tallin (Estonia) a Cavriglia in segno di fratellanza e amicizia fra i popoli e da allora ha sempre vissuto in quest’area. Nel 2003 l’amministrazione comunale, proprietaria del Parco, grazie alla donazione di un privato, decise di allargare il recinto dove si trovava Bruno, realizzando una palizzata nel bosco adiacente alla struttura di alloggio dell’animale, dando modo a quest’ultimo, alla compagna ed al figlio di camminare tra gli alberi in una porzione di verde. L’amministrazione comunale è da sempre particolarmente attenta e sensibile agli animali della propria comunità e da sempre collabora con associazioni del settore come Enpa e Pro Natura Valdarno. (...) La stessa sensibilità è sempre stata dimostrata anche nei confronti degli animali del Parco, che vengono quotidianamente nutriti con alimenti freschi e genuini da una cooperativa specializzata e che vengono puntualmente, professionalmente e costantemente curati e monitorati da un veterinario, il quale recentemente ha stilato una relazione sulle loro condizioni generali di salute, che appaiono complessivamente buone.

Bruno arrivò come regalo dall'ex Urss in una delle zone più "rosse" d'Italia. Il parco naturale venne intitolato alla memoria di Nicolaj Bujanov, estone rimasto ucciso in Valdarno dai nazifascisti nel 1944. Via via, lo zoo contò sempre più animali e negli anni divenne un'attrazione. Ma adesso i tempi sono cambiati. E si sta verificando quello che il Comune di Cavriglia promise quattordici mesi fa.

Il parco di Cavriglia - scrive oggi il Comune - dopo lunghe ed anche dolorose vicissitudini, da ormai alcuni anni non è più quello di un tempo e l'Amministrazione ha deciso di voltare pagina. In sinergia con le associazioni animaliste, in primis la Leal, ha avviato a partire dallo scorso 2014 un progetto che prevede il risanamento di tutta l'area verde, a partire però dal ricollocamento degli animali, che comunque fino ad oggi, sono stati nutriti ed assistiti con grandissima attenzione e con la massima cura. Così dallo scorso anno è iniziato un lento ma progressivo spostamento di alcuni animali verso parchi naturali dove gli animali vivono in libertà ed hanno continua assistenza. E' in corso di studio lo spostamento in un Parco belga dei macachi giapponesi, diciassette esemplari di scimmia molto evoluta, che non possono continuare a vivere in gabbie partorite da una mentalità ormai molto vetusta e superata. L'operazione non è affatto semplice. Si tratta di reperire risorse per circa 12mila euro, atte alla cippatura delle piccole ed alle analisi del caso. Uno spostamento che sarà un unicum in Italia. Quanto all'orso e al bisonte, viste le dimensioni e l'età, soprattutto del primo (38 anni) e le condizioni di salute, abbiamo stabilito di accompagnarli a miglior vita direttamente da dove si trovano adesso, altrove sarebbe difficile un loro ambientamento. Il nostro obiettivo non è assolutamente dunque, quello di chiudere il Parco di Cavriglia, ma al contrario quello di riqualificarlo e di rilanciarlo secondo nuove sensibilità nei riguardi sia della natura che degli animali. Se è vero che proprio da qui oltre quarant'anni fa partì un nuovo modello di gestione di un Parco Naturale Pubblico italiano, è altrettanto vero che oggi è venuto il momento di voltare pagina e di guardare al Parco come ad una nuova risorsa per la nostra comunità, per la nostra gente e per il turismo.

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