Giovedì, 29 Luglio 2021
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A dicembre il rischio che si perdessero. Adesso confermati 700mila euro per il carcere di Arezzo

A dicembre il sentore che i finanziamenti fossero bloccati, che ci fosse un empasse, con il rischio che potevano essere dirottati su altre zone. Ma adesso c'è la comunicazione ufficiale, la cifra di 700mila euro per i lavori di recupero...

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A dicembre il sentore che i finanziamenti fossero bloccati, che ci fosse un empasse, con il rischio che potevano essere dirottati su altre zone. Ma adesso c'è la comunicazione ufficiale, la cifra di 700mila euro per i lavori di recupero strutturale del carcere di San Benedetto ad Arezzo ci sono.

"Questa volta la buona notizia c'è ed è stata confermata" Così Alessandro Magnani, segretario della FNS Cisl di Arezzo ed il coordinatore territoriale Alfonso Galeota, annunciano il buon esito che vede confermato il finanziamento di circa 700.000 euro a favore del progetto di recupero strutturale interno della Casa circondariale di Arezzo ossia il carcere San Benedetto.

"La struttura", prosegue Magnani, "attualmente versa in una situazione di stallo per quanto riguarda la ristrutturazione delle aree interne determinando un ulteriore sovraffollamento delle altre strutture regionali visto che quello di Arezzo è utilizzata soltanto per detenuti in attesa di convalida.

Da tempo il nostro sindacato si batte a tutti i livelli per ripristinare una situazione degna e funzionale. Un primo finanziamento ha permesso di investire sulla ristrutturazione con interventi sulla struttura esterna, muro di cinta e facciate esterne. Mentre è di questi giorni la buona notizia che è stato confermato un secondo finanziamento dell'ammontare di 700mila euro necessari per intervenire all'interno della struttura, che si era arenato nei meandri della burocrazia e rischiava di andare perso."

"Il risultato", spiega Magnani e Galeota, "è stato possibile ottenerlo grazie all'impegno della CISL che si è attivata a tutti i livelli per non perdere lo stanziamento economico che, a causa della carenza di personale il PRAP (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria) di Firenze non poteva assicurare il corretto svolgimento del proprio ruolo quale stazione appaltante dei lavori."

Ed infatti è di questi giorni la conferma da parte della Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Roma la conferma che la stessa svolgerà il ruolo di stazione appaltante per i lavori di impiantistica interna mentre i lavori edili complementari saranno realizzati dai detenuti attraverso i progetti approvati e finanziati dalla Cassa Ammende. Adesso non resta che aspettare l'emissione del bando per l'appalto e poi l'inizio dei lavori.

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