Poppi Deposito d’Arte 2016. Simposio internazionale al Castello dei Conti Guidi

Un evento dedicato alla ricerca artistica e insieme alla promozione culturale del territorio del Casentino, che quest’anno ha come tema l’Antropocene, l’era in cui viviamo, caratterizzata dall’azione umana che condiziona gli elemento fisici, chimici e biologici in cui si svolge la vita

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   15 settembre 2016 14:48  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Casentino


Per il secondo anno consecutivo, dal 16 al 18 settembre (con l’esposizione che continua sino al 16 ottobre) nella cornice storica del castello dei Conti Guidi e nel borgo di Poppi si tiene un incontro internazionale di artisti, pittori, scultori, installatori, musicisti. Un evento dedicato alla ricerca artistica e insieme alla promozione culturale del territorio del Casentino, che quest’anno ha come tema l’Antropocene, l’era in cui viviamo.
Questo tema sarà il filo conduttore di una esposizione “diffusa” a Poppi, dove le opere dialogheranno con le vestigia del passato, tracce dell’antropocene, tema di quest’anno di Poppi Deposito d’Arte, ai suo inizi in confronto alla contemporaneità espressa dagli artisti invitati.
Poppi Deposito d’Arte 2016 è #numerouno, il secondo appuntamento di un incontro che ogni anno include più protagonisti. Artisti e opere, critici e riflessioni, associazioni e enti territoriali, invaderanno gentilmente per 3 giorni Poppi con opere e pensieri.
Deposito d’Arte perchè il dialogo tra le vestigia medioevali e le opere contemporanee deve essere condotto con grande rispetto e delicatezza, depositando i manufatti contemporanei tra le pietre del passato senza sovrapporsi alla loro storia.
Poppi Deposito d’Arte 2016 #numerouno ha il Patrocinio della Provincia di Arezzo e dell’Unione Comuni Montani del Casentino.

IL PROGRAMMA

Castello di Poppi, Palazzo Giorgi, Ospedale Medioevale, Badia di San Fedele

16 settembre

ore 19.00 Opening
ore 19.30 Performance Castello di Poppi
ore 20.30 Antropo/cena Ospedale Medioevale

17 settembre

ore 13.00 Pranzo degli artisti Poggio di Dante
ore 16.00 – 19.00 Simposio Castello di Poppi
ore 19.30 Performance musicale Castello di Poppi

16 settembre /16 ottobre Esposizione

PARTECIPANO
Frederic Arditi, Maura Banfo, Antonio Bardino, Mario Bettazzi, Flavia Bigi, Marité Bortoletto-Silvia Martini-Micaela Spinazzé, Lord Anthony Cahn, Marco Calò, Natalia Carrus, Annalisa Cattani, Arno Clemente-Jacques, Andrea d’Amore, Rä Di Martino, Stefania Fersini, Paolo Grassino, Jerome Gruet, Silvia Iorio, Hilario Isola, Jago, Carlo Lanini, Paolo Leonardo, Andrea Massaioli, Elena Milani, Ernesto Morales, Marco Parente, Daniele Ratti, Fabrice Robin, Piergiorgio Robino e Andrea Sanna – Nucleo, Luigina Sestini, Tatiana Stadnichenko, Carlo Trucchi, Sacha Turchi, Marko Velk, progetti Oltre conFine e ManifestArti, Pesciolino Rosso & Tangram.
Inoltre: Luca Baldassari, Marzia Capannolo, Serena Marinelli, Giangavino Pazzola, Annalisa Puleo, Marco Tulli.
Ideazione del progetto e direzione logistica: Natalia Carrus Direzione artistica: Alessandro Stillo
Allestimento e grafica: Marcella Roseo
Poppi Deposito d’Arte 2016 è realizzato dall’Associazione Culturale Bazar Project Info: alessandrostillo@gmail.com ph 3483018573

Antropocene
Arte, Uomo, Natura e altro ancora.
Poppi 2016 ha scelto come tema un termine poco conosciuto che però indica un fenomeno sotto gli occhi di tutti: l’Antropocene.
Cosa è l’Antropocene? La Treccani ci dice: “Antropocène s. m. – Termine divulgato dal premio Nobel per la chimica atmosferica Paul Crutzen, per definire l’epoca geologica in cui l’ambiente terrestre, inteso come l’insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche in cui si svolge ed evolve la vita, è fortemente condizionato a scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana.”
E’ quindi l’era in cui viviamo (oggi definita Olocene e iniziata circa 12.000 anni fa) in cui la natura non è certo più selvaggia e incontaminata, ma è piegata dall’uomo alle sue esigenze, con cambiamenti visibili persino dallo spazio.
Il 2016 potrebbe essere l’anno in cui la comunità scientifica decide che l’età contemporanea è l’epoca dell’Antropocene, poco importa se l’inizio sarà collocato nel 1765, quando Watt avviò la prima macchina a vapore, oppure nel 1945, con lo scoppio della prima bomba atomica su Hiroshima.
Quello che è chiaro a tutti è che viviamo in un mondo che sta cambiando velocemente, molto più in fretta di un tempo, e in cui i cambiamenti sono conseguenze dell’opera umana.
Potremmo anche definirla l’era dell’Eterogenesi dei fini, in cui l’uomo per perseguire il progresso sta preparando la distruzione del proprio habitat, proprio ricercando una vita migliore, i cui risultati però ci offrono un futuro prossimo, ormai presente, peggiore.
Al di là degli aspetti negativi, quella in cui viviamo è certo l’epoca dell’uomo, dei suoi manufatti, del suo segno indelebile sul mondo in cui viviamo.
Così dell’Era dell’Antropocene fanno anche parte l’ecologia, la ricerca scientifica, la tecnologia, i miglioramenti nella nostra vita quotidiana, la possibilità di viaggiare in territori sempre più lontani, i progressi tecnici e tecnologici.
Che connessione ha tutto questo con l’arte, con gli artisti e con gli operatori?
Prima ancora della Land Art, prima del Pop, prima delle immagini di edifici industriali in funzione o abbandonati, di oggetti di consumo, di icone del quotidiano, l’arte ha ritratto la natura e l’ambiente sociale sempre e comunque.
L’arte contemporanea ha oggi, tra tanti ruoli, quello di illuminare angoli oscuri, di consegnarci una prospettiva diversa, inconsueta, inaspettata sul mondo.
Se vogliamo l’Arte Contemporanea è una dei più evidenti figli dell’Antropocene.
L’Arte ritrae, ricrea, celebra l’uomo, anche quando lo critica, ponendolo al centro del mondo: anzi, più critica le storture che ci accompagnano nella quotidianità e che mettono in pericolo il futuro nostro e dei nostri figli, più evidenzia e sottolinea la preminenza dell’uomo sul mondo.
Apocalittici o integrati, gli artisti vivono il mondo contemporaneo e lo svelano a tutti noi.
La creazione contemporanea non può esimersi dal confronto con l’uomo e con la sua influenza sul pianeta: in un periodo dominato dall’istantaneità, dal tutto e subito, dalla tattica molto più che dalla strategia, ciò significa dedicarsi all’idea, al progetto, agli orizzonti di senso in cui si colloca la creazione artistica.
Poppi 2016 offre ai partecipanti un luogo perfetto per ragionare su tutto questo, in un ambiente certo toccato e modificato dall’uomo, ma ancora con spazi di “pensiero lungo” e con tempi che sembra provengano dal passato: il tempo di fermarsi, di rilassarsi, di riflettere.
Perchè Antropocene è per noi anche arte contemporanea, è creatività, è sforzo di vivere il mondo lontano dalle ansie e dalle velocità imposte.
Poppi Deposito d’Arte 2016 è realizzato dall’Associazione Culturale Bazar Project Info: alessandrostillo@gmail.com ph 3483018573

Per chi volesse scoprire tutti gli artisti:

PRESENTAZIONE ARTISTI 2016

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