Dal vuoto delle gite scolastiche al pieno di turismo estivo. Il caso delle Foreste Casentinesi

Nella stagione del Covid il Parco nazionale delle foreste casentinesi ha perso una fetta importante di presenze, ma appena è scattata la fase 2 le prenotazioni hanno ripreso il volo. Così l'ente spicca anche sui social

 

Ha alberi secolari, vivi anche nel periodo del Rinascimento e allo stesso tempo 2 milioni e 400 mila interazioni social che lo pongono 4° al mondo dopo i parchi americani come lo Yellowstone. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è un caso più unico che raro. Dal punto di vista naturalistico e di conseguenza turistico, per chi cerca una vacanza lontano dalle connessioni wifi. Per i 600 chilometri di sentieri e l'altissima biodiversità presente, per quattro stagioni di eventi differenziati, per la presenza viva di secolari alberi che hanno incontrato Vasari, Michelangelo o Dante Alighieri.

L'arrivo del coronavirus e il conseguente lockdown hanno fermato il tempo anche lì nei mesi scorsi. "Abbiamo sofferto proprio il periodo della chiusura per quanto riguarda il turismo scolastico, abbiamo di solito 5mila presenze in quel periodo per il progetto In treno al Planetario che di solito avviene tra marzo e aprile. E' un pezzo di ricaduta economica nel territorio che abbiamo perso e che non sarà recuperato."

Però poi i dati delle presenze hanno preso vigore e sono tornati ad assestarsi sui valori degli anni precedenti. "In questo momento sta andando molto bene da un punto di vista di presenze, è un trend in crescita. Negli 11 comuni del parco, nel 2013 contavamo 180mila presenze, mentre adesso parlano di 470mila peronottamenti (ultimi dati disponibili del 2018). Questo significa un cospicuo valore economico sul territorio. Quest'anno i dati del turismo di giugno e luglio sono costanti ed è aumentato quello che noi classifichiamo come escursionismo. Sono coloro che non dormono qui però usano i sentiri del parco per poter passare una gionata nella natura. Abbiamo 600km di sentieri che assicurano il distanziamento sociale anche se ci sono dei luoghi che hanno più appeal con maggiori concentrazioni."

Ve lo aspettavate un ritorno di questo tipo? "Sì ce lo aspettavamo, avevamo già proposto al goveron e al ministro di poter riaprire, sentivamo questa voglia nel paese di uscire di casa e di libertà e i parchi nazionali tutti sono in grado di offrire distanziamento fisico e restituire immersione quell'immersione in natura di cui tutti avevano bisogno."

Tra le caratteristiche dei visitatori del Parco ci sono sì gli escursionisti, ma anche le loro fasce di età? "Noi abbiamo riscontrato che si sta abbassando l'età media dei frequentatori del parco, anche i giovani hanno più bisogno di un contatto con la natura, e i temi ambientali stanno sempre più sull'agenda del governo, ma anche dei singoli cittadini e quindi anche i più giovani si avvicinano con uno spirito di evasione ma anche di curiosità rispetto all'ambiente."

A proposito di tutela ambientale, cosa ne pensa? "Noi non abbiamo più molto tempo, qualcuno suggerisce di piantare milioni di alberi, penso che sarebbe più importante prima conservare quelli che abbiamo. Nella foresta casentinese ci sono alberi secolari dai 150 ai 600 anni di età, hanno un profondo valore naturalistico, ambiantale, intema di ossigeno e di acqua per il territorio. A questo si aggiunge la parte emozionale. Qui ci si può trovare di fronte a un essere vivente, come appunto questi alberi, che erano già in vita al tempo del Rinascimento quando Giorgio Vasari era a Camalodloi a dipingere, quando Leonardo girovagava per la Toscana."

Quali caratteristiche del parco lo rendono cosi unico e attrattivo? "E' un luogo dove si incontrano il clima alpino e quello mediterraneo, quindi funge sia a nord che a sud come limite climatico per molte specie e questo porta ad avere una grande biodiversità. E' l'unico parco forestale italiano, è quello che a livello europeo ha la maggiore biodiversità forestale, nel mese di ottobre per ritrovare la stessa varietà di colori si dovrebbe andare nelle foreste del Nord America."

Ma non finisce qui. "No, come dicevo prima è l'unico parco che per la zona dove si estende, tra le province di Arezzo, firenze e Forlì-Cesena, si trova nella culla del Rinascimento quando gran parte di questi alberi erano in già in vita. Si ritrovano infatti nelle opere gionavili di Giorgio Vasari che ha avuto questo territorio come ispirazione. Michelangelo, nel Tondo Doni conservato agli Uffizi ha posto come sfondo il monte della Verna. Dante Alighieri cita luoghi ancora visitabili come Romena nel comune di Pratovecchio Stia, la cascata dell'Acqua Cheta tra Firenza e Forlì Cesena."

Poi c'è l'aspetto della spiritualità. "Qui c'è il sentiero delle foreste sacre, abbiamo due centri spirituali come Camaldoli e il santuario della Verna a distanza di 14 chilometri l'uno dall'altro che hanno plasmato il territorio in modo completamente diversio. La foresta di Camaldoli è quasi una monocultura di abete bianco che i monaci camaldolesi hanno coltivato, al Santuraio della Verna abbiamo la foresta monumentale con una grande biodiversità. Poi abbiamo Sasso Fratino, la prima riserva naturale integrale riconosciuta in Italia e pochi anni fa anche riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità. Di fronte a tutto questo noi ci sentiamo una grande responsabilità."

Dagli alberi già vivi nel Rinascimento però sieste stati capaci di trasmettere emozioni usando le nuove forme di comunicazione, i social. "Vero, questo grazie anche al fatto che sono tanti i giovani che si interessano della conservazione della natura. Noi gestiamo in modo diretto i nostri canali. C'è un dipendente del parco, Nicola Andrucci, che segue sia Facebook che Instagram dove abbiamo 2milioni e 400mila interazioni che ci pone primi in Europa e quarti nel mondo dopo quelli americani, dove svetta il primato dello Yellostone. Poi contiamo 8milioni di visite sul sito e tutto è dovuto all'unicità di questo parco con un patrimonio forestale così importante."

Siete riusciti a destagionalizzare il turismo durante i vari periodi dell'anno? "Abbiamo impostato la promozione del parco in 4 contenitori: Primavera wild, Estate con noi, Autunno slow e Neve natura. Ci sono eventi ricreativi ma anche naturalistici e scientifici, come il censimento della presenza del cervo e da 4 anni lo facciamo anche con il lupo. Ci sono momenti attrattivi come ottobre per i colori del foliage del parco che porta tanti visitatori e tanti fotografi professionisti che altrimenti dovrebbero fare un viaggio in America per ritrovare cose simili. In primavera ci muoviamo con più cautela per i cuccioli di gran parte delle speci animali e le visite vengono fatte con la dovuta attenzione, in inverno ha avuto sviluppo l'uso delle ciaspole, al posto dello sci, nei sentieri. Proprio così stiamo riuscendo a destagionalizzare il flusso turistico e a diluirlo in tutto l'anno."

C'è un ultimo valore aggiunto che offrono gran parte delle Foreste Casentinesi e che risponde alla descrizione angolofana digital detox. "Certo, un terzo delle foreste non ha copertura, ci sono ampi spazi dove tutti i mezzi tecnologici sono scollegati, un aspetto che sta diventando importante. Ci sono strutture che pubblicizzano il fatto che non c'è connessione e quindi si stanno ribaltando le richieste dei turisti. Prima era motivo di attrazione la presenza della wifi, adesso arrivano sempre più spesso richieste opposte."

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