Elezioni 2020. Il Pci dopo 30 anni di nuovo in corsa con Laura Bottai: "Lavoriamo per dare opportunità alle donne"

È l'unica donna candidata alla poltrona di sindaco per il Comune di Arezzo. "Gli altri partiti? Dovrebbero sentire la responsabilità di non aver scelto nessuna per questo ruolo"

Laura Bottai, candidata sindaco per il Pci

30 anni. Tanti ne sono passati da quando il Partito Comunista Italiano è sceso in campo per le elezioni. E dopo un lasso di tempo così imponente ecco che il Pci torna di nuovo in pista e si presenta sia alla corsa per la Regione Toscana che per il Comune di Arezzo. A guidare la compagine alle regionali sarà Marco Barzanti, 51 anni, consulente. Per il capoluogo invece c'è Laura Bottai. Già consigliera provinciale, valdarnese ed ex dipendenti Sita, è da sempre una attivista politica e combattenti per le pari opportunità. È l'unica donna candidata alla poltrona di sindaco per Arezzo.

"Se sento la responsabilità di essere l'unica donna in corsa per il comune? Credo che siano gli altri a doversi sentire responsabili di non aver scelto esponenti per correre a questa carica - spiega - Conosco bene, quasi in tutti i partiti e coalizioni che si sono presentate signore che sarebbero molto capaci di ricoprire questo ruolo con competenza e capacità".

Laura Bottai si presenta come aspirante primo cittadino ma anche come consigliere regionale in sostegno a Marco Barzanti. "Si ho scelto di mettermi a disposizione - spiega ancora - ma nulla avrei potuto fare senza il supporto di tutti coloro che in queste ultime settimane si sono dati da fare per raccogliere le firme e presenziare ai mercati e in varie occasione pubbliche. È grazie a questi uomini e queste donne che il Partito Comunista Italiano è riuscito a presentarsi nuovamente alle elezioni".

310 le firme raccolte in tutta la provincia e 109 quelle riguardanti il solo territorio comunale aretino. "Un risultato straordinario", aggiunge la candidati. Nella lista del Pci per le regionali, oltre a lei ci sarà anche un'altra aretina, Veronica Mariottini "con lei rappresenteremo il nostro territorio" conclude. 

Un'entrata in corsa come si suol dire all'ultimo minuto ma che per il partito rappresenta un vero e proprio risultato storico. "Il nostro programma - commenta la candidata Bottai - è basato fortemente sulla ripubblicizzazione dei servizi. Acqua, trasporti, salute, scuola, lavoro. Sono tutti ambito della nostra vita che meritano un'attenzione particolare. Crediamo fortemente che ogni cittadino e ogni cittadina abbiano il diritto di essere curati nella maniera più efficiente e utile alla risoluzione delle proprie problematicità. Niente di questo dovrebbe essere appannaggio dei privati. Una delle battaglie che intendiamo portare avanti riguarda poi il diritto a vivere nel corpo in cui ciascuno si sente a proprio agio. Crediamo che anche chi desidera modificare il proprio aspetto o il proprio sesso abbia diritto a farlo in strutture pubbliche senza dover accedere a cliniche molto spesso economicamente irraggiungibili. Insisteremo molto anche sul tema della sicurezza convinti che, per Arezzo, sia necessario eliminare tutti quei poteri occulti che massacrano giorno dopo giorno i cittadini. E poi sicurezza per le donne che devono sentirsi libere e nella possibilità di rivolgersi a strutture specifiche per ricevere supporto. Troppo spesso abbiamo assistito ad episodi di violenza domestica e drammi che hanno avuto come protagoniste madri, mogli e figlie indifese. Siamo fortemente convinti che per il territorio aretino non serva assolutamente il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno. In questo senso una filosofia più attenta dei consumi e una migliore raccolta differenziata potrebbero cambiare le sorti dell'ambiente dove viviamo. Da ultimo, siamo fortemente contrari alla riduzione dei parlamentari. Crediamo che una scelta di questo tipo porterebbe solo ad un'oligarchia senza alcun miglioramento significativo. I costi, gli sprechi e il peso economico della classe politica può e deve essere ridotto ma non tagliando chi deve rappresentarci".

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