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Giostra Saracino

Capitan Gavagni, toni pacati e carattere forte: "E' il momento delle responsabilità"

29 anni, praticante avvocato, dovrà gestire un incarico importante e delicato dentro Sant'Andrea che si rinnova: "La priorità è definire il futuro con Vedovini, un pezzo della nostra storia. Non ci faremo trovare impreparati"

In piazza, alla prossima edizione della Giostra, sarà quasi certamente il capitano più giovane di tutti. 29 anni, una laurea in giurisprudenza e un futuro da avvocato, Andrea Gavagni è il volto nuovo di Porta Sant'Andrea. Toni pacati e carattere forte, a settembre prese una squalifica di due edizioni dopo il parapiglia con Colcitrone. Poi la sanzione è stata ridotta e lui l'ha scontata con 15 giorni di servizi sociali al canile dell'Enpa.

Quest'incarico da capitano è stato una sorpresa o te l'aspettavi?

Una sorpresa al cento per cento no. Però finché non c'è certezza, non si può mai sapere.

Non sono pochi 29 anni per fare il capitano?

L'obiezione ci sta, il ruolo è importante e delicato. Ma il quartiere sta vivendo un periodo particolare, ci sono stati nuovi ingressi anche in consiglio. Il fatto che io sia il capitano è un segnale per tutti i ragazzi di Sant'Andrea: è arrivato il momento di prendersi delle responsabilità.

Qual è la prima cosa da fare dopo l'insediamento?

Definire il futuro con Enrico Vedovini. Dobbiamo capire il da farsi e poi ci regoleremo di conseguenza.

Personalmente, che sensazioni hai?

Enrico è un pezzo della nostra storia. Quando io muovevo i primi passi al quartiere, lui già c'era e già vinceva. Credo sia tutta una questione di stimoli, sia dal punto di vista mentale che fisico. Se è carico, può ancora essere un protagonista assoluto. Ma dipende da lui.

E se Vedovini dovesse veramente lasciare?

Decisioni già prese non ce ne sono. Il consiglio a quel punto dovrebbe riunirsi e valutare. Di sicuro Montini e Bruni sono ragazzi encomiabili, grandi lavoratori, nei quali il direttivo ripone grande fiducia.

A quel punto si chiuderebbe un'epoca.

Lo sappiamo tutti. Rimpiazzare Enrico sarebbe un bel fardello ma sarebbe anche un compito stimolante. In passato Sant'Andrea ha saputo girare pagina dopo Martino Gianni, dopo Stefano Cherici. Se dovesse essercene necessità, non ci faremo trovare impreparati.

Hai sentito il tuo predecessore Mauro Dionigi dopo il passaggio di consegne?

Mi ha fatto l'in bocca al lupo. Mauro è uno che sa di Giostra, per me e per quelli della mia generazione è una sorta di papà. 

Come ti sei avvicinato a Sant'Andrea?

Non ho una famiglia di quartieristi, ho cominciato a frequentare San Giusto con un gruppo di amici nel 2007. Nel 2009 ho fatto l'esordio da figurante. Poi mi sono dedicato per la maggior parte del tempo alle scuderie.

C'è un personaggio di Giostra che rappresenta un modello da seguire per te?

Ne cito due perché erano i punti di riferimento del quartiere quando ho vissuto da dentro le prime vittorie. Uno è il rettore Maurizio Carboni, l'altro l'ex capitano Andrea Lanzi.

Avrai pensato alla prima volta in piazza. Come te l'immagini?

Come m'immagino l'epilogo è intuibile. Il resto invece non saprei. Sarà emozionante come tutte le prime volte, anche se non potrò concedermi troppe distrazioni. Nella Giostra di oggi i dettagli fanno la differenza. E quindi dovrò mantenermi lucido. Spero di riuscirci.

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