Economia

Tassa di soggiorno, la mappa toscana: Arezzo fino a 3 euro, Firenze regina di tariffe e incassi. A Massa si parte da 40 cent

Arezzo è il penultimo capoluogo di provincia toscano ad aver introdotto l'imposta di soggiorno. In vigore dal primo gennaio, varia da un minimo di 1 euro a un massimo di 3 per persona a notte. Presto, introdurrà la tassa anche Pistoia (si parla di...

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Arezzo è il penultimo capoluogo di provincia toscano ad aver introdotto l'imposta di soggiorno. In vigore dal primo gennaio, varia da un minimo di 1 euro a un massimo di 3 per persona a notte. Presto, introdurrà la tassa anche Pistoia (si parla di marzo). Ma come è l'attuale quadre nel resto della Toscana?

Sono già una settantina i comuni della regione che riscuotono l'imposta, feroci - sin dalla reintroduzione - le polemiche tra amministrazioni che la impongono e associazioni di albergatori (e gestori di strutture extra alberghiere) costretti a riscuoterla, fungendo da agenti contabili.

Si parla di reintroduzione perché la tassa ha una lunga storia: nata nel 1910, fu abolita nel 1989, alla vigilia dei Mondiali di calcio del 1990. L'idea, all'epoca, era quella di far abbassare le tariffe degli hotel.

E' stata reintrodotta nel 2011: nel marzo di quell'anno ne sono stati definiti i limiti. Non può essere riscossa da tutti, ma solo da enti locali (Comuni e Unioni dei Comuni) che sono negli elenchi regionali delle località turistiche e delle città d'arte. E' una tassa di scopo, gli introiti devono essere reinvestiti nel settore turistico.

LA PANORAMICA

Il record di incassi, manco a dirlo, è di Firenze. In vigore dal 2011, nel 2017 ha fruttato 33 milioni di euro e a dicembre è stato varata una serie di aumenti che porterà nel 2018 altri 4 milioni di gettito. Firenze ha investito in musei, teatri, eventi culturali, biblioteche,nella manutenzione del patrimonio storico, dei monumenti. E sul potenziamento dei bus. Le tariffe degli hotel: 2 euro per una stella, 3 euro per due stelle, 4 per tre stelle, 4,80 per quattro e 5 euro per cinque. A Pisa, dove l'imposta è in vigore dal marzo 2012, le tariffe oscillano tra 2 e 5 euro. Nel 2016 ha fruttato quasi 2 milioni di euro. A Livorno l'imposta c'è dall'aprile 2012 e varia da 50 cent (1 stella), fino a 3 euro (per i 5 stelle). Dal 1° giugno 2013 la tassa viene riscossa anche a Grosseto: 50 cent per pernottamenti fino a 50 euro a persona; 1 euro da 50 a 100; 2 euro fino a 200; 3 euro oltre. A Siena la tassa si soggiorno c'è dal marzo 2012. Si paga a partire da 1 euro (in ostelli e campeggi) fino a 3 euro (per i 5 stelle) in bassa stagione e da 1,50 euro fino a 5 euro per l'alta stagione. Due sole fasce per gli hotel: fino a 4 stelle (1,50 euro bassa - 2,50 alta) e 5 stelle (3 euro bassa - 5 alta). Dal 2013 vige anche anche a Lucca: le tariffe variano da 1 a 2,50 euro. Più recente l'introduzione della tassa a Prato (1° luglio 2015): 1,50 euro per hotel a 1,2 e 3 stelle, 2 euro per le strutture più prestigiose (4 o 5 stelle), 50 centesimi per le rimanenti strutture. A Carrara non si paga, a Massa sì: la tassa è in vigore dal 1° giugno 2012. Si parte da 40 cetesimi per i campeggi, 75 per le altre strutture extra alberghiere. Negli hotel 45 cent per 1 stella, 50 cent per 2, 55 per 3 e 1,50 per 4 o 5. Arezzo l'ha introdotta, come detto, dal 1° gennaio 2018. Il gettito finanzierà la fondazione che gestirà la cultura. Ci sono fasce simili a quelle di Grosseto: si paga 1 euro per un pernottamento con un prezzo fino a 20 euro a testa; 1,50 euro per pernottamenti tra 20 e 200 euro; 3 euro oltre i 200. L'ultima a tuffarsi sulla tassa di soggiorno sarà Pistoia: a dicembre 2017 è stato approvato il provvedimento delle commissioni bilancio e turismo, presto l'imposta sarà realtà.

@MattiaCialini

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