Il sorriso delle imprese aretine viene dall'export: pelle e calzature, +30% nel primo trimestre 2017

Il primo trimestre del 2017 ha visto un aumento del 10,1% delle esportazioni toscane. Buone le prestazioni di Arezzo, in particolar modo per quanto riguarda la pelletteria e le calzature. E' quanto emerge Rapporto Export di Sace – che insieme a...

calzature

Il primo trimestre del 2017 ha visto un aumento del 10,1% delle esportazioni toscane. Buone le prestazioni di Arezzo, in particolar modo per quanto riguarda la pelletteria e le calzature. E' quanto emerge Rapporto Export di Sace – che insieme a Simest costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cassa depositi e prestiti -, presentato ieri a Firenze.

Alcuni settori che sono cresciuti anche di più, quali, prodotti chimico-farmaceutici, mezzi di trasporto e raffinati. Tra i principali mercati di destinazione, Stati Uniti, Spagna e Cina hanno registrato tassi di crescita superiori al 20% nei primi tre mesi. Paesi che Sace - spiega una nota - include nel paniere di mercati di opportunità per le aziende toscane insieme a Corea del Sud, Thailandia, Giappone, Repubblica Ceca, Polonia, Emirati Arabi Uniti e Messico. Importanti opportunità di crescita possono essere colte anche in paesi dal profilo di rischio medio-alto (mercati del Nord Africa, Turchia, Brasile e Sudafrica).

Ottime le performance dei distretti industriali toscani, in particolar modo la pelletteria e le calzature sia di Firenze che, come detto, di Arezzo, ma anche la nautica di Viareggio. La pelletteria di Arezzo (provincia di un gigante del lusso come Prada) è cresciuta, rispetto allo stesso periodo del 2016, del 29,8%. Nei primi tre mesi del 2017, Firenze ha ottenuto un salto 14,8%, la nautica viareggina addirittura dell'81,6%: i tre distretti hanno esportato complessivamente beni per un valore di 1,15 miliardi di euro. Il distretto della pelletteria e calzature di Firenze è risultato il distretto italiano con la crescita dell’export più elevata in termini assoluti, con un incremento di 119,7 milioni di euro.

Nonostante gli allarmi circa le limitazioni al commercio e la persistente incertezza, le opportunità offerte dall’interscambio globale non sono affatto destinate a perdere d’attualità – ha dichiarato il Presidente di Sace, Beniamino Quintieri –. Per il 2017-2020, prevediamo una crescita del nostro export a un tasso medio annuo del 4%, una netta inversione rispetto al quadriennio precedente (+1,7%). Le imprese che si doteranno di una chiara strategia sulle destinazioni da privilegiare e di adeguati strumenti per valutare rischi e opportunità, potranno cogliere al meglio il potenziale che si profila all’orizzonte. Lo sanno bene le imprese della Toscana, tra le prime cinque regioni esportatrici italiane nel 2016.

Il focus di Sace

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Cinque settori rappresentano oltre il 70% del totale esportato dalla Toscana - spiega il report - tessile e abbigliamento, meccanica strumentale, metallurgia, altra manifattura e mezzi di trasporto. Settori tradizionali del Made in Italy e ad alto contenuto tecnologico tra cui, nel 2016, spiccano le performance di metallurgia (+8,5%) e mezzi di trasporto (+4,3%). Buon andamento anche per l'export di prodotti farmaceutici (+10,3%), alimentari e bevande (+2,9%), prodotti chimici (+4,3%) e articoli in gomma e plastica (+1,4%). Flessione per l’export di meccanica strumentale (-4,3%), altra manifattura (-3,3%), tessile e abbigliamento (-1%). Le destinazioni dell'export regionale sono un buon mix di mercati dell’area UE (45,3%) ed extra-UE (54,7%). L'andamento particolarmente positivo nell'area UE (+4,1%) ha consentito all'export regionale di chiudere con il segno più; in flessione invece, le vendite verso i Paesi extra-UE (-2,1%). I primi tre mercati di destinazione Francia, Stati Uniti e Svizzera costituiscono oltre un terzo del totale esportato e nel 2016 sono cresciuti rispettivamente del 13,5%, 10,2% e 18,9%.

@MattiaCialini

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