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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Confcooperative Toscana Nord: “A dicembre picco di rincari per energia e gas, ma il peggio deve venire”

Il presidente Gori: "Serve intervento della politica per calmierare i prezzi. La strada da percorrere è quella delle rinnovabili, incentivate da un fondo di 2,2 di miliardi del Pnrr"

Il mese di dicembre 2021 ha registrato il picco storico di rialzo dell’energia elettrica e del gas che rispetto al mese precedente sono aumentati, rispettivamente, del 25% e del 41%. E la portata della crisi energetica amplierà il suo raggio di azione in questo inizio 2022 perché saranno coinvolte anche le realtà che fino al 31 dicembre erano collocate su di un prezzo fisso, ma che dall’inizio dell’anno stanno facendo i conti con gli aumenti. Una situazione che sta già sfiancando interi settori industriali e che rischia, nel corso del 2022, di provocare una lunga serie di fallimenti e chiusure. E’ questo il quadro sulla crisi energetica fatto dall’osservatorio privilegiato di Power Energia, cooperativa di utenza che dal 2006 fornisce energia elettrica e gas a migliaia di aziende. 

“Questa complessa situazione sta mettendo a dura prova l’equilibrio economico di famiglie e interi comparti produttivi - commenta Giuseppe Gori, membro del cda di Power Energia e presidente di Confcooperative Toscana Nord, che rappresenta i territori di Arezzo, Firenze, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, e Prato. E’ quindi necessario che la politica intervenga quanto prima su due fronti: il primo, a breve termine, per calmierare i prezzi ed evitare che il nostro tessuto produttivo salti in aria; e il secondo, nel medio periodo, per cambiare il sistema di approvigionamento ed evitare scenari di questo genere. 

Su questo fronte la strada è di certo quella delle rinnovabili e dell’indipendenza energetica e a questo proposito ricordo che una risposta importante ed efficace potrebbe arrivare dalle comunità energetiche, in cui cittadini e imprese diventano produttori di energia da fonti rinnovabili. Lo sviluppo di queste comunità avrebbe tre benefici: la riduzione del costo della bolletta, i premi per l’autoconsumo fissati dal Governo e la vendita al gestore dell’eccedenza di energia prodotta per l’immissione in rete. La nascita di queste realtà è incentivata nel Pnrr da un fondo di 2,2 miliardi che ha l’obiettivo di contribuire ad abbattere la spesa da interessi nell’investimento e io auspico che l’Italia colga questa occasione”. 

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