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Maurizio Baldi

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Baldi (Confartigianato): "Il settore delle tipografie devastato. Covid mazzata finale". Lettera al Mise

Maurizio Baldi, presidente nazionale dei Grafici e Tipografi e della Federazione Comunicazione di Confartigianato, ha scritto al Ministero dello Sviluppo Economico, indicando una serie di misure da adottare

Per le tipografie è l'ora della svolta green e la parola chiave è “economia circolare”. E' questa la strada indicata da Maurizio Baldi, presidente nazionale dei Grafici e Tipografi e della Federazione Comunicazione di Confartigianato, che ha scritto al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, indicando una serie di misure da adottare che vanno oltre i cosidetti ristori legati al Covid.

“La categoria delle tipografie, in particolare delle piccole e micro imprese pure, che esercitano l'attività tipografica e sono particolarmente legate al cartaceo – ricorda Baldi - è stata letteralmente devastata negli ultimi anni per l'affermarsi sempre maggiore della comunicazione digitale. Il covid ha accelerato ulteriormente la crisi, dando la mazzata finale, e mettendo ancora più in ginocchio un settore che era già alle corde. Basti pensare – aggiunge il presidente dei Grafici e Tipografi – che da una rilevazione che abbiamo condotto fra le aziende risulta che il calo del fatturato 2020 rispetto al 2019 per l’attività di “tipografia pure” si attesta intorno al 40%. Un dato – osserva Baldi - che non lascia tempo da perdere per interventi a sostegno delle imprese, costrette a misurarsi, non solo con la congiuntura, ma anche con una serie di dinamiche legate all’approccio del consumatore rispetto all’utilizzo della carta. E’ evidente come questo renda ormai indispensabile un riposizionamento sul mercato in funzione di questo approccio”.

Ed è proprio sul piano dell'economia circolare e della transizione ecologica che Baldi ha deciso di premere l'acceleratore per inquadrare gli interventi necessari.

“La tematica della transizione ecologica – sottolinea - divenuta centrale nell’ambito dell’azione di Governo, ci permette di avanzare proposte che possano supportare le imprese impegnate in azioni ‘green’ , finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle attività, e questa crediamo sia la strada da percorrere, attraverso una serie di azioni che garantiscano risorse, semplificazione delle procedure, accesso ai finanziamenti, per superare le criticità, affrontare la transizione ed il riposizionamento sul mercato”.

Sono questi infatti i punti salienti di un documento che Confartigianato ha inviato al MiSE, il Ministero dello Sviluppo Economico. “Abbiamo richiesto – esemplifica Baldi - un incremento dei fondi da destinare all’economia circolare, da rendere disponibili attraverso misure strutturali atte a favorire lo sviluppo del mercato di materie prime seconde, suggerendo meccanismi di incentivazione basati, ad esempio, su fiscalità premianti (riduzioni o azzeramento della TARI), sgravi contribuitivi (IPREF), facilità di accesso al credito a tassi agevolati per le imprese circolari virtuose. Inoltre abbiamo chiesto la riduzione al minimo degli ostacoli normativi relativi alla classificazione, al trattamento ed alla commercializzazione di materiali e sottoprodotti, evitando di dover considerare la maggior parte delle tipologie di materiali di scarto come rifiuti”.

“Abbiamo ribadito queste richieste – continua Baldi - anche in occasione dell’audizione confederale sul Recovery Plan, tenuta dopo l'insediamento del Governo, e abbiamo richiesto uno stanziamento di risorse superiore ai circa 4,5 miliardi previsti nella bozza del Recovery Plan, per la creazione di un “ecosistema abilitante” che faccia da volano allo sviluppo delle imprese di ogni ordine, grado e dimensione –delle quali oltre il 60% sono imprese artigiane-interessate dai processi dell’economia circolare”.

A completare il quadro Confartigianato richiede un sistema premiante, almeno per un biennio, per le imprese virtuose.

“Pensiamo – conclude Baldi – ad un meccanismo fiscale premiante per le imprese circolari che recuperano e riciclano i propri rifiuti ed incentivi in euro/tonnellate per la produzione di materie prime seconde. Questa è la strada che abbiamo scelto di percorrere nella convinzione che sia l'occasione per favorire anche una prospettiva di ripresa del settore. Il nostro impegno sarà profuso ora in un attento monitoraggio dei provvedimenti e delle misure che verranno adottate in questo contesto.”

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