Una settimana nella foresta "per amore della natura". Ma devastano una chiesa: denunciati 4 ragazzi

L'atto vandalico risale allo scorso ottobre, i Forestali hanno individuato i responsabili. Rischiano da 6 mesi a tre anni di reclusione

Scoperti e denunciati per atti vandalici quattro ragazzi responsabili della devastazione della chiesa della Foresta della Lama, in Casentino. L'episodio del danneggiamento risale allo scorso autunno. Oggi il Nucleo Tutela Biodiversità di Camaldoli ha deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì quattro giovani romagnoli indagati per gli atti vandalici compiuti sulle strutture demaniali presenti nella Foresta della Lama nella Riserva Naturale Biogenetica di Badia Prataglia, gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Pratovecchio.

Gli atti vandalici

Nell’ottobre dello scorso anno erano stati deturpati la chiesetta, sfondandone la porta a colpi d’ascia e rompendo la vetrata a sassate, e l’edificio occupato, nel periodo estivo, dai carabinieri forestali per la sorveglianza delle riserve. I danni sono stati stimati in qualche migliaio di euro. E' così scattata l'indagine e, a distanza di qualche mese, gli elementi raccolti dai carabinieri forestali hanno consentito di risalire ai quattro giovani, residenti a Bagno di Romagna, Sarsina e Cesena che, parole loro, “per amore della natura”, avevano deciso di trascorrere un fine settimana alla Lama con l’idea di pernottare nel ricovero, denominato “Tigliè”, messo a disposizione dai carabinieri forestali per gli escursionisti. Tuttavia, spiegano i Forestali, la nottata è degenerata "nella condotta posta in essere dagli indagati che ha recato danno economico e morale ai luoghi immersi in questa meravigliosa foresta". Se la responsabilità dei quattro fosse confermata, rischierebbero da sei mesi a tre anni di reclusione.

Le raccomandazioni dei Forestali

In ina nota il Reparto Carabinieri Biodiversità di Pratovecchio ricorda ai frequentatori della zona, che:

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I ricoveri presenti all’interno delle riserve naturali casentinesi sono destinati alla sosta di emergenza degli escursionisti che percorrono i numerosi itinerari segnalati. I ricoveri sono incustoditi, aperti in permanenza nel periodo invernale per garantire un rifugio a chi, sorpreso dal maltempo, necessiti di un riparo di fortuna; sono privi di attrezzature proprio per evitare che vengano utilizzati a scopo ricettivo, per queste ultime necessità si dovrà fare riferimento ai rifugi e ai punti di appoggio appositamente allestiti e gestiti che svolgono altro tipo di funzione. 

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