Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Tragedia Archivio di Stato, primi avvisi di garanzia. I sindacati: "Il prefetto attivi un tavolo"

"E' impensabile che Piero e Filippo siano usciti di casa per andare a lavorare in quel luogo e siano morti così, le indagini sono in corso, ma è evidente che qualcosa non è andato come doveva." Ha commentato Maurizio Milanesi, segretario della Fp...

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"E' impensabile che Piero e Filippo siano usciti di casa per andare a lavorare in quel luogo e siano morti così, le indagini sono in corso, ma è evidente che qualcosa non è andato come doveva." Ha commentato Maurizio Milanesi, segretario della Fp della Cisl, il sindacato del quale Bruni faceva parte come rsu dell'Archivio.

Al centro dell'attenzione dei sindacati la sicurezza nei luoghi di lavoro, anche quelli pubblici, che questa tremenda vicenda ha evidenziato non siano affatto esenti da rischi, e la formazione, forse non troppo mirata rispetto alle situazioni reali che si possono presentare. Tante le domande alle quali si dovrà trovare una risposta a cominciare da quella sul funzionamento del sistema antincendio. Perché ha suonato l'allarme e si è diffuso il gas Argon se un incendio non era in atto? Perché il gas ha saturato la stanza interrata dove erano custodite le bombole e non si è diffuso solo nelle sale dove sono conservate le carte che non devono essere intaccate da un incendio? E tra i dipendenti dell'Archivio c'era consapevolezza della presenza di questo gas e di quanto potesse essere letale? C'era stata adeguata formazione sulle procedure da mettere in atto? C'erano sistemi di sicurezza e di deterrenza sufficienti?

A queste domande dovranno dare risposta anche gli inquirenti che da giovedì indagano sul caso affidato al pm di turno Laura Taddei. Sul caso ci sono i primi avvisi di garanzia considerati tecnici, dovuti, per 5 persone, tra cui un dirigente dell'Archivio di Stato e un responsabile di una ditta di manutenzione. Sono stati inviati proprio per permettere alle parti di nominare un proprio perito che possa assistere alle due autopsie che con tutta probabilità saranno condotte ad Arezzo. Il reato per adesso contestato è quello dell'omicidio colposo plurimo. La squadra inquirente è composta da carabinieri, vigili del fuoco e Pills della Asl.

Se, come sembra, l'esame autoptico si terrà domani, allora è plausibile pensare che i funerali si terranno martedì. Tutto è da stabilire, ma le famiglie sono propense a tenerli nei loro luoghi di culto di riferimento, il Duomo di Arezzo per Filippo Bagni e la parrocchia di San Pietro e Paolo alla Marchionna per Piero Bruni.

Intanto i sindacati confederali per voce di Mugnai, Salvini e Farinelli chiedono al prefetto di attivare un tavolo. E confermano per il giorno dei funerali una fermata dei lavoratori di tutti i settori per 4 ore ad Arezzo, un presidio probabilmente di fronte all'Archivio di Stato, luogo della tragedia e lo sciopero nazionale dei dipendenti del Ministero dei beni culturali, lo stesso per il quale lavoravano Piero Bruni e Filippo Bagni fino a che hanno trovato la morte per aver inalato gas Argon durante un anomalo allarme antincendio all'Archivio di Stato di Arezzo. Un luogo dove fino a giovedì mattina nessuno pensava si potesse morire così.

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