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Cronaca

Picco di nuove povertà nel 2020, ad Arezzo +83,5%. Il rapporto Caritas

E' stato presentato questa mattina al Liceo Colonna di Arezzo alla presenza degli studenti. Quest'anno la redazione ha scelto il titolo "Contagiati"

Numeri in forte aumento e caratteristiche che raccontano uno spaccato della nostra comunità che dovrebbe avere sempre i fari puntanti e la massima attenzione di tutti a partire dalle istituzioni. Il rapporto Caritas sulle povertà 2021 racconta Arezzo nell'anno pieno del Covid, il 2020. E i dati sono importanti: sono state 2309 le persone e le famiglie registrate nei servizi della Caritas diocesana. Tra queste 721 persone si sono rivolte alla struttura diocesana per la prima volta per chiedere un sostegno. Di conseguenza i nuovi poveri sono aumentati dell'83,5% rispetto all'anno precedente.

Povertà strutturale e nuovi disagi

"Nel corso del 2020 non solo si è confermata una forma di povertà strutturale e consolidata ma nuove tipologie di richiedenti aiuto si sono rivolti al sistema Caritas." E' il rapporto stesso della Caritas che fornisce una lettura del fenomeno attuale. "Forse è presto per affermare che le nuove forme di povertà siano frutto dei cambiamenti sociali in corso ma è certo che molte famiglie e persone che già vivevano poco al di sopra della linea della povertà, inseriti in quella zona grigia della società che porta le persone a vivere al centesimo, si sono sicuramente manifestate uscendo dal sommerso e dalla vergogna. Forse la pandemia ha sdoganato certe remore e ha permesso di far emergere un diritto, il diritto ad essere aiutati senza pregiudizi. È poi indubbio che la qualità della vita di molte categorie sociali sia stata fortemente condizionata dai nefasti effetti sul lavoro e sull’economia che il Covid-19 ha indotto e che per molti cittadini, lo speriamo vivamente, si sia trattato solo di un disagio momentaneo."

Chi sono i nuovi poveri?

Stando ai dati raccolti nei centri Caritas e nelle parrocchie, coloro che si affacciano a chiedere sostegno sono per lo più italiani (in aumento), tra i 40 e i 50 anni, con famiglia e più sovente sono le donne che chiedono aiuto rispetto agli uomini. Si tratta di persone deboli sia dal punto di vista abitativo perché il 60% di loro non ha proprietà ma vive in affitto che da quello del lavoro: il 65% di loro è disoccupato o inoccupato. Molti hanno anche figli a carico.

Le prime 5 nazionalità rilevate sono: Italia 37,0%;  Marocco 13,0%; Romania con il 9,1%; Albania 7,4%; Bangladesh 4,5%. In costante diminuzione, come rilevato negli ultimi anni, la nazionalità rumena, in crescita invece la presenza di connazionali (+1,7%).

La distinzione per fasce d’età è la seguente: 40-49 con il 24,7%; 30-39 con il 24,1%;  50-59 con il 21,1%; 20-29 con il 11,3%. Le fasce appartenenti a 60+ rappresentano il 17,5%. Il restante 1,3% è rappresentato da giovani sotto i 20 anni.

Distinzione di genere: femmine 50,7% e maschi 49,3%.

Distinzione per stato civile: coniugato 49,3%; celibe/nubile 29,4%; divorziato/separato 16,1%; vedovo/a 4,9%; non dichiarato 0,3%.

Le condizioni abitative registrate sono: abitazione in affitto 60,4%; edilizia popolare 8,4%; abitazione propria 7,7%; abitazione amici/familiari 7,0%; senza alloggio 6,0%; casa accoglienza/dormitorio 3,6%. Il rimanente 6,9% rappresenta altre tipologie di abitazione (datore di lavoro, baracca, auto, camper, tenda…).

Il 41,5% ha dichiarato di avere figli minori a carico, per un totale di 1.758 minori sostenuti indirettamente.

Il 65,4% degli utenti ha dichiarato di essere disoccupato/inoccupato, il 19,4% occupato, il 7,0% pensionato; il rimanente 8,2% ha dichiarato altre condizioni occupazionali (inabile totale o parziale, invalido, non autorizzato al lavoro…).

Le problematiche registrate nel corso del 2020 sono state 3.876, con una media di 1,7 problematiche per ogni registrazione. Esse sono così suddivise: povertà/problemi economici con il 57,4%; problemi di occupazione/lavoro con il 17,7%; problemi familiari 7,0%; problematiche abitative con il 6,4%;  problemi di salute 5,1%; bisogni in migrazione 1,8%; problemi di istruzione 1,7%; dipendenze 1,1%; detenzione/giustizia 0,5%; handicap/disabilità 0,1%; altri problemi 1,2%.

Il rapporto "Contagiati"

contagiati-rapporto-poverta-caritas"Il sentimento che emerge, in chi ha avuto il compito di redigerlo, è quello del contagio" si legge nell'introduzione della redazione del rapporto sulle povertà che quest'anno ha preso proprio il nome di 'Contagiati' e che è stato presentato oggi ad una folta platea di studenti al Liceo Colonna.

"Al nome è stato deciso di affiancare in copertina l’immagine di fiammiferi che si accendono al contatto reciproco. E’ di fatto un contagio che accende calore, un contatto tra parti diverse che trasmette la luce e che ci ricorda quanto sia contagiosa la carità, dove si spenge uno si accende l’altro. È dunque una foto che evoca un impegno comune, che abbiamo riscontrato anche noi nel nostro territorio. Durante l’intero anno 2020 molte persone si sono fatte prossime, si sono impegnate per il bene comune, hanno avuto attenzioni verso i malati e i più poveri. Un contagio positivo c’è dunque stato, forse per alcuni sarà stata solo una fiammella destinata a spengersi ma noi crediamo che, nel dramma e nel dolore della pandemia, ci siano state manifestazioni di solidarietà e di riconoscenza per chi opera a favore del prossimo. E’ la base sulla quale costruire una nuova società, che non esclude nessuno e che difende i più fragili."

Il rapporto, elaborato da Caritas e associazione Sichem, è un appuntamento cruciale di ogni anno per fotografare le povertà del territorio aretino. 

Il lavoro dei servizi Caritas in dati

Al centro d'ascolto diocesano ci sono state 661 persone/famiglie che si sono registrate, di cui il 39,6% di italiani e 60,4% di stranieri. Sonos tati 9202 i contatti al front office. Importante anche il contributo del progetto Sif, cioè il sistema di inclusione famiglie che ha fornito latte e pannolini e che è stato attivo per 174 famiglie e 178 bambini con 2157 confezioni di pannolini e 284 du latte in polvere. 130 le famiglie che hanno aavuto sostegno al reddito per un totale di 209 interventi pari a 22172,76 euro erogate. Il sostegno alimentare ha riguardato 163 persone/famiglie per un totale di 13.245 euro di buoni spesa.

Sono state 172 le visite effettuate presso l'ambulatorio medico a favore di 90 persone di cui l'85,5% costituito da stranieri. Sono stati erogati 575 buoni spesa per un totale di 13.790 euro. Le mense hanno accolto 256 persone registrate per un totale di 24.992 pasti erogati.

Grande anche il lavoro sul fronte dell'accoglienza con 40 persone nella Casa San vincenzo, 21 tra persone e nuclei familiari accolti a Casa Santa Luisa e 74 persone nel dormitorio di San Domenico nei mesi dell'inverno tra il 1 dicembre 2020 e il 6 aprile 2021. Sul fronte dei profughi sono state accolte 29 persone di cui 11 sono stati nuovi inserimenti nel 2020.

Sono stati 12.297 kg di prodotti caldi o freschi ritirati; 6.920 kg di alimenti a lunga conservazione dalle collette alimentari; quasi 14.000 kg di alimenti caricati in magazzino da altre fonti. Oltre 33.000 Kg di alimenti distribuiti.

Il messaggio dell'Arcivescovo di Arezzo

Il concetto fondamentale che è passato in mezzo a noi è che non è possibile per i cristiani disinteressarsi degli altri. “I care” scriveva Don Milani nella scuola di Barbiana. “Me ne faccio carico” è il motto vissuto dai nostri operatori, di fronte al limite oggettivo di questi mesi per grazia di Dio ormai passati.

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