"San Donato in discreto equilibrio, nuovi posti letto Covid in malattie infettive e rianimazione"

Arrivata la nuova macchina per analizzare i tamponi. Tutti i cambiamenti dei reparti No Covid saranno all'interno del San Donato rispettando la netta separazione dei percorsi

"Il San Donato regge grazie al forte impegno di tutti, abbiamo appena fatto una direzione aziendale approvando determinate scelte con l'obiettivo di  garantire le risposte adeguate a tutti, pazienti covid e no covid."

Risponde così Simona Dei direttore sanitario della Asl Toscana Sud Est. Negli ultimi giorni l'andamento dei contagi e il numero dei ricoveri ha portato tutti a porre attenzione sull'ospedale della città che ha professionalità e posti letto dedicati a chi ha condizioni più complicate dopo essere stato contagiato dal coronavirus. 

In questi giorni si è arrivati a 35 ricoveri tra malattie infettive pneumologia, due reparti di media intensità che operano all'unisono sul fronte del Covid-19 e a occupare tutti e 6 i posti letto dedicati nel setting di terapia intensiva. Il reparto è pieno? La capacità del San Donato è messa dura prova? Rispetto alla prima fase ci sono minori o maggiori difficoltà?

A rispondere è sempre Simona Dei. 

simona-dei1-2"Innanizitutto c'è da tenere bene a mente i due obiettivi che ci muovono in ogni cosa cioè tenere separati i percorsi Covid da quelli no Covid e garantire risposte adeguate a tutti. Poi da tenere presente che adesso siamo in un discreto equilibrio sia all'interno del San Donato sia considerando la rete della Sud Est che ci permette al bisogno di spostare sia pazienti Covid che chi fosse colpito da altre patologie. I 6 posti dedicati al virus in Ti sono occupati, ci sono poi altri due moduli da sei posti ciascuno che di solito sono tenuti per i post chirurgici e altre patologie che hanno bisogno della rianimazione." Se fosse necessario uno di questi due potrebbe diventare immediatamente Covid. Ma questo non servirà a partire da dicembre quando termineranno i lavori per il nuovo e quarto modulo della terapia intensiva che da solo contiene altri 18 posti letto.

La media intensità di cure

Ad un livello meno intenso di cure ci sono i reparti di malattie infettive e di pneumologia che sono dedicati al Covid e che lavorano praticamente insieme in questa fase. "Ci sono nel primo reparto 40 posti letto ai quali si aggiungono i 18 della pneumologia e dalla prossima settimana il quadro sarà ancora più completo perché nel piano del day hospital saranno completati i lavori per ulteriori posti letto di malattie infettive di cui 8 possono supportare i malati in terapia di ventilazione non invasiva" spiega ancora Simona Dei.

Più alto ricambio di pazienti in cura

In questa che può essere definita a pieno titolo la seconda fase si osservano anche a livello ospedaliero alcune differenze. "I ricoveri non sono lunghissimi, il passaggio in Ti o in malattie infettive avviene nelle fasi di aggravamento della malattia che poi regredisce. Questo è un dato positivo dovuto a più fattori tra cui la tempestività di presa in carico e l'età stessa dei pazienti. E alcune di queste dimissioni passano poi alle cure intermedie che abbiamo attivato recentemente. Nella sola giornata di ieri abbiamo anche 5 guariti ad esempio."

Come potrebbe cambiare il San Donato?

Già nella giornata di ieri la Asl ha comunicato lo spostamento di alcune attività ambulatoriali. Ma c'è una differenza, anche in questo caso, rispetto ai mesi di aprile e maggio. "Adesso non si chiudono reparti e si spostano in altri presidi, adesso i cambiamenti sono interni all'ospedale di Arezzo e questo è necessario per creare i percorsi nettamente separati tra reparti Covid e no Covid."

L'ultimo aggiornamento riguarda il laboratorio di analisi di Arezzo. E' arrivata la nuova strumentazione ordinata dalla Asl per processare i tamponi. E' stata allestita all'interno del laboratorio diretto dal dottor Ognibene e compatibilmente con l'arrivo dei reagenti nel giro di qualche giorno sarà operativa e così si potranno avere fino a 1900 tamponi analizzabili in 24 ore. Da non dimenticare che tutto è in continua evoluzione, man mano che le evidenze scientifiche permettono di affinare tecniche e processi. L'ultima circolare modifica sostanzialmente la definizione di guarito. Se prima ci volevano due tamponi negativi a distanza di qualche giorno, adesso ne basterà uno solo e questo inciderà positivamente sulla mole di lavoro da processare in laboratorio.

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