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"Hanno dato fuoco alla mia casa", la denuncia di un imprenditore. Rogo doloso: "Ora abbiamo paura"

L'incendio si è verificato lo scorso 17 novembre nelle campagne di Foiano della Chiana. Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri

L'allarme che ha iniziato a suonare di primo mattino, la corsa verso la nuova casa nella quale si sarebbe trasferito nel giro di qualche giorno, il fumo nero che usciva dal camino e il tentativo vano di salvare quello che ormai non poteva più essere salvato. Sembra un incubo la storia raccontata da un giovane imprenditore di Foiano della Chiana che lo scorso 17 novembre ha visto andare in fumo la casa dei suoi sogni, quella che avrebbe dovuto accogliere la sua famiglia. Un incendio doloso, appiccato da chissà quale mano, l'ha distrutta. 

"Gli hanno dato fuoco - denuncia D.G. l'imprenditore - con un gesto vile e pericolosissimo: perché lì dentro quella mattina potevamo anche esserci io e i miei familiari. E adesso che sono trascorsi 10 giorni non riesco a darmi una spiegazione. La mia famiglia sta attraversando momenti terribili".

La preoccupazione dell'uomo, titolare di un'azienda che conta circa 30 dipendenti, è palpabile. Il suo racconto è concitato: "Voglio che si sappia cosa è accaduto, perché nel 2020 non è possibile che qualcuno possa dare fuoco ad un'abitazione pensando che può fare ciò che vuole". 

Della vicenda si stanno occupando i Carabinieri della Compagnia di Cortona e della stazione di Foiano: indagini accurate, svolte nel più stretto riserbo. 

L'incendio

La mattina del 17 novembre l'uomo è stato svegliato dall'allarme della nuova casa.

"A distanza non riuscivo a disattivarlo. Era domenica mattina, l'orologio segnava le 7,34, ho deciso di vestirmi e correre a spegnerlo manualmente per non svegliare tutti i vicini. In pochi minuti sono arrivato e ho visto il fumo nero. Poi ho visto una vetrata completamente distrutta e nel pavimento dell'ingresso dell'abitazione una macchia di liquido infiammabile dalla quale scaturivano le fiamme. Per vedere cosa è successo mi sono avvicinato, tanto da ustionarmi una gamba. Ho chiamato mio padre e i vigili del fuoco. L'allarme era scattato per il calore dell'incendio, il fumo aveva saturato tutti gli ambienti".

In pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco che hanno preso in mano la situazione, spegnendo quello che rimaneva fiamme ed eseguendo gli accertamenti del caso. Sono accorsi anche i carabinieri, che hanno accuratamente valutato quanto avvenuto insieme ad un vigile del Nucleo Investigativo Antincendi.

"Mi hanno confermato che si è trattato di un incendio doloso - prosegue la vittima - appiccato con del liquido infiammabile. In pratica hanno lanciato all'interno della casa una 'bomba di fuoco. Hanno trovato i recipienti e stanno svolgendo esami per conoscere la natura del liquido". 

Cherosene o forse alcol raccolti in un contenitore che poi è stato gettato dentro l'abitazione. I danni sarebbero ingenti. 

"Ottanta mila euro circa. Ma la cosa che più mi preoccupa è che se avessimo deciso di anticipare di qualche giorno il trasloco, io e la mia famiglia saremmo potuti morire". 

Nei giorni successivi al rogo l'imprenitore,  che è molto conosciuto in Valdichiana e nel settore della comunicazione nel quale opera, racconta di essere stato ricevuto dal sindaco di Foiano.

"Adesso siamo frastornati - spiega - una situazione del genere, nel nostro contesto, è davvero rara, assurda. Penso a chi potrebbe essere stato ma non riesco a capacitarmene".

Come sempre le indagini sono a 360 gradi. Sarebbero due le ipotesi investigative: un atto vandalico fine a se stesso o una ritorsione. Ma per quale motivo metterla in atto? Al momento non sarebbero emerse situazioni tali da far pensare a qualche plausibile movente. Restano la paura e l'amarezza che emergono dal racconto di questo imprenditore e della sua famiglia. "Da una settimana ormai non chiudiamo occhio: abbiamo sempre paura di sentir suonare quell'allarme".

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