Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Manifestazione per Helenia: "Non archiviate". Oggi l'udienza: automobilista accusato di omicidio stradale

Alle 12,30 presso il tribunale di Arezzo si svolgerà una manifestazione per chiedere che l'udienza preliminare non si concluda con un'archiviazione della vicenda

Aveva 29 anni e un grande amore per gli animali che, con studio e passione, era diventato una professione. Ma la sua vita fu stroncata da un terribile incidente stradale. Da quel giorno sono passati quasi due anni e oggi presso il tribunale di Arezzo si celebrerà l'udienza preliminare per la morte di Helenia Rapini. Sul banco degli imputati, accusato di omicidio stradale, un aretino di 49 anni, che perse il controllo della propria vettura, invadendo la corsia opposta e schiantandosi contro l'auto della ragazza.

Era il 6 novembre del 2019. Il frontale avvenne in via di Ristradella (nei pressi di Olmo). La giovane stava andando al lavoro, mentre l'uomo stava rincasando.  

L'udienza preliminare è prevista per le 14,30 e ne pomeriggio potrebbe anche esserci la sentenza. Ma questa mattina, alle 12,30, amici e parenti di Helenia daranno vita ad una manifestazione per chiedere che il procedimento non venga archiviato. 

La ricostruzione della difesa

L'uomo stato colto da un colpo di sonno improvviso. Stando a quanto ricostruito dalla difesa, sostenuta dai legali David Scarabicchi e Giulia Brogi, il 49enne avrebbe una patologia:  la “Sindrome delle apnee ostruttive del sonno”, conosciuta come Oas. Sarebbe stata questa patologia a causare il colpo di sonno improvviso. Le caratteristiche di questa sindrome sono state illustrate in una precedente udienza dal perito,  il dottor Giuseppe Macrì. 

La memoria del legale dei familiari

La scorsa settimana l'avvocato Francesco Valli, che rappresenta il fratello di Helenia, ha a sua volta depositato una memoria nella quale prende in esame la dinamica che ha portato all'impatto e punta il dito sulla velocità. Nella sua ricostruzione il legale sottolinea come il suv dell'uomo "viaggiasse a 70 chilometri orari, in una strada dove il limite è 50". 

"Se la velocità fosse stata inferiore - sostiene il legale - anche l'energia cinetica sarebbe stata inferiore  e la decelerazione subita dall'auto di Helenia sarebbe stata meno violenta e ci sarebbe stata un'alta probabilità di scongiurare la morte. Considerando la velocità elevata anche l’eventuale conferma dell’ipotesi difensiva del malore improvviso non sarebbe sufficiente ad escludere la responsabilità dell’imputato per l’omicidio colposo contestato".

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