E45, per il crollo della piazzola la procura chiede tre rinvii a giudizio

L'udienza è stata rinviata al prossimo 31 ottobre. Il crollo risale al febbraio del 2018

Rinviata per un difetto di notifica l'udienza preliminare per il crollo della piazzola sulla E45. Di fronte al Gip Fabio Lombardo questa mattina sono comparsi tre dirigenti del comporatimento Anas di Firenze: Antonio Scalamandrè, responsabile di area, il capo centro Rocco Oliverio e Massimo Pinelli, capo nucleo.

Il procuratore Roberto Rossi ha già chiesto il rinvio a giudizio dei tre. L'udienza è stata rinviata al prossimo 31 ottobre.

Il crollo

Era l'11 febbraio del 2018 quando la piazzola franò. I tre indagati sono  accusati di non aver effettuato interventi strutturali urgenti finalizzati a scongiurare una situazione di pericolo: negligenza, imprudenza e anche imperizia sarebbero i capi di imputazione. Le fessurazioni del manto stradale era infatti già state segnalate dal 2014 all'Anas da un cittadino, che la stessa Prefettura di Arezzo aveva sollecitato Anas a controllare e l'unico intervento disposto fu la copertura superficiale delle fessurazione, senza alcun monitoraggio, pare,  della situazione e nessuna verifica.  Fu per questo, secondo la Procura, che si arrivò al crollo dell'intera piazzola tra le uscite Pieve Santo Stefano Sud e Pieve Santo Stefano Nord. 

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